Vaccini a Virus Attenuato

Vaccini basati su un virus vivo reso poco patogeno per l’uomo ma ancora capace di stimolare il sistema immunitario. L’attenuazione in vitro si ottiene sfruttando l’adattamento selettivo:

  1. Isolamento → si isola il virus da un paziente infetto e lo si fa crescere in colture di cellule umane.
  2. Adattamento a cellule non umane → lo si coltiva in cellule di un’altra specie (es. scimmia).
  3. Accumulo di mutazioni adattative → nella nuova specie il virus accumula mutazioni che lo rendono bravo a replicarsi in essa, ma meno nelle cellule umane.
  4. Attenuazione → diventa attenuato nell’uomo: non causa malattia, ma stimola efficacemente il sistema immunitario.

Come si acquisisce la certezza che non causi la malattia

La sicurezza non si dà mai per scontata: prima di somministrarlo all’uomo il ceppo attenuato attraversa una lunga fase preclinica.

  1. Caratterizzazione genetica delle mutazioni attenuanti → si sequenzia il ceppo per identificare quali mutazioni ne riducono la virulenza e verificare che siano multiple e stabili (una singola mutazione potrebbe facilmente revertire al fenotipo virulento).
  2. Test di replicazione in vitro → si controlla che il virus replichi poco nelle cellule umane rispetto alle cellule della specie di adattamento.
  3. Modelli animali → si valuta la virulenza residua in animali, con test di neurovirulenza specifici quando pertinente (storicamente, il test nei primati per il vaccino orale della polio).
  4. Verifica di stabilità genetica / non-reversione → passaggi ripetuti per accertare che il ceppo non riacquisti virulenza.
  5. Trial clinici in fasi → solo dopo, sull’uomo, in fase I → II → III con numeri crescenti di volontari, monitorando sicurezza prima ed efficacia poi.

Solo il superamento di tutti questi passaggi autorizza l’uso su larga scala.

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