Vaccini a Virus Attenuato
Vaccini basati su un virus vivo reso poco patogeno per l’uomo ma ancora capace di stimolare il sistema immunitario. L’attenuazione in vitro si ottiene sfruttando l’adattamento selettivo:
- Isolamento → si isola il virus da un paziente infetto e lo si fa crescere in colture di cellule umane.
- Adattamento a cellule non umane → lo si coltiva in cellule di un’altra specie (es. scimmia).
- Accumulo di mutazioni adattative → nella nuova specie il virus accumula mutazioni che lo rendono bravo a replicarsi in essa, ma meno nelle cellule umane.
- Attenuazione → diventa attenuato nell’uomo: non causa malattia, ma stimola efficacemente il sistema immunitario.

Come si acquisisce la certezza che non causi la malattia
La sicurezza non si dà mai per scontata: prima di somministrarlo all’uomo il ceppo attenuato attraversa una lunga fase preclinica.
- Caratterizzazione genetica delle mutazioni attenuanti → si sequenzia il ceppo per identificare quali mutazioni ne riducono la virulenza e verificare che siano multiple e stabili (una singola mutazione potrebbe facilmente revertire al fenotipo virulento).
- Test di replicazione in vitro → si controlla che il virus replichi poco nelle cellule umane rispetto alle cellule della specie di adattamento.
- Modelli animali → si valuta la virulenza residua in animali, con test di neurovirulenza specifici quando pertinente (storicamente, il test nei primati per il vaccino orale della polio).
- Verifica di stabilità genetica / non-reversione → passaggi ripetuti per accertare che il ceppo non riacquisti virulenza.
- Trial clinici in fasi → solo dopo, sull’uomo, in fase I → II → III con numeri crescenti di volontari, monitorando sicurezza prima ed efficacia poi.
Solo il superamento di tutti questi passaggi autorizza l’uso su larga scala.
🔗 Collegamenti
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