Bene-Salute (Visione Statale e di Mercato)

La prima valutazione di un servizio sanitario è come viene inteso il bene-salute.

Le due visioni

  • Bene-salute garantito dallo Stato: è un bene senza mercato né prezzo, perché è lo Stato a erogare le prestazioni ai cittadini (modello Beveridge).
  • Bene-salute vendibile sul mercato: come qualunque altro bene, può essere comprato; se ha un prezzo, si può mettere sul mercato (modello Bismarck).

Tra le due visioni c’è una vasta gamma di grigi, in cui si colloca la maggior parte dei servizi sanitari.

Una distinzione etica e culturale

Le due visioni sono difese accademicamente: in Europa si è molto legati all’idea di un bene senza prezzo (anche se di fatto un prezzo gli è stato dato); negli USA l’idea di un bene-salute tutelato dallo Stato è incomprensibile, e colleghi di Harvard ritengono sciocca la visione europea, così come in Europa non si concepisce un bene-salute vendibile. I due sistemi sono separati da un concetto etico, culturale e sociale, paragonabile alla dicotomia tra cultura calvinista e cultura cattolica.

Quesiti che ne derivano

Qual è il ruolo del governo

  • Dove il bene-salute è gestito dallo Stato, lo Stato decide tutto: numero dei professionisti, formazione, modalità e livello di retribuzione e soprattutto tipo di struttura e professionista che eroga una prestazione e quante prestazioni erogare.
  • Dove il bene-salute è venduto sul mercato, lo Stato se ne interessa poco, perché se ne occupa un’assicurazione; il mercato è l’area in cui le “mani invisibili” di chi vende e di chi compra si incontrano sempre (vedi Assicurazione Sanitaria).

Come si finanzia

La tutela statale significa che tutti partecipano a pagare il servizio sanitario attraverso la tassazione. Il contributo dei singoli è però minimo: lo Stato si basa sugli introiti di altri settori (vedi Nascita del SSN (Legge 833-1978)).

L’Italia: un bianco che diventa grigio

Nel SSN italiano il bene-salute è tutelato dallo Stato (articolo 32 della Costituzione), ma in parte il sistema è stato snaturato:

  • Vaccinazioni: l’obbligatorietà non è stata realmente attuata, tanto che non si raggiunge il 95% che porterebbe in area di sicurezza; c’è un 6% di popolazione non vaccinata nonostante l’obbligo (vedi Fallimento della Prevenzione in Italia). È quindi errato dire che lo Stato, tutelando la salute, decide cosa deve fare il cittadino.
  • Esempio del Covid: la vaccinazione anti-Covid era obbligatoria, ma una parte estesa della popolazione ha scelto di non vaccinarsi. Allo Stato è stato chiesto se chi rifiuta il vaccino e si ammala debba essere ricoverato: sì. E se debba poi pagare il conto (a fronte di un vaccino da pochi euro, il SSN ha speso migliaia di euro per curarlo): no, perché il SSN è inclusivo, e accoglie anche chi non rispetta le regole del sistema.
  • In questa direzione il SSN accoglie a lungo andare chi fuma, chi non dimagrisce, arrivando a un sistema non più sostenibile (vedi Sistemi Sanitari Universalistici e Crisi dell’Universalità).
  • Molte visite vengono fatte nel privato: il cittadino iscritto al SSN ne esce per pagare prestazioni, infrangendo le regole per giusti motivi come le lunghe liste d’attesa (vedi Spesa Out-of-Pocket e Impoverimento).

Il “bianco” del bene tutelato dallo Stato diventa così grigio: “lo Stato lo tutela, ma io vado altrove e lo pago”.

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