Educazione Sanitaria ed Educazione alla Salute

Evoluzione dei termini

Fino agli anni ‘90 educazione alla salute ed educazione sanitaria erano sinonimi: in letteratura gli interventi educativi esistevano solo come Health Education, tradotto con entrambi i termini. Successivamente l’OMS ha introdotto il termine Education for Health e ha distinto due modalità di intervento.

Confronto

Educazione sanitaria (Health Education)Educazione alla salute (Education for Health)
ParadigmaEziopatogenesi delle malattieSalute e benessere
Agisce suFattori di rischio: rimuoverli o ridurne la presenza nel contestoFattori di protezione: aumentarli
ObiettivoPrevenzione dei comportamenti a rischioCostruzione del modello di salute e benessere; sviluppo di un Locus of Control interno

Sequenza temporale

(non trattato nell’a.a. corrente) Prima andrebbe fatto il lavoro sui fattori di protezione in età evolutiva, così da avere adulti sensibili agli interventi preventivi sui fattori di rischio. Se si trascura promozione ed educazione alla salute, un lavoro di prevenzione su una popolazione non sensibile al tema della propria salute non sarà necessariamente efficace.

Esempio: il percorso nascita

Stesso gruppo target (donne in gravidanza), due tipi di intervento:

  • Educazione sanitaria (intervento preventivo): offrire alle gravide fumatrici corsi di disassuefazione dal fumo. È molto efficace perché questo sottogruppo risponde meglio di tutti a questa offerta: si ottengono molte ex-fumatrici, con un guadagno indiretto anche per la salute del neonato. Altro esempio di prevenzione è la vaccinazione.
  • Educazione alla salute: secondo Unicef e sanità pubblica mondiale, il percorso nascita deve integrare interventi per la promozione dell’allattamento al seno, il comportamento in assoluto più protettivo per la salute madre-bambino:
    • sul piano organico: salute del neonato, protezione dalle infezioni;
    • sul piano relazionale/emotivo: l’allattamento precoce facilita il modello di attaccamento sicuro descritto da Bowlby, fattore di protezione nella relazione caregiver-bambino.
    Il momento ideale per l’intervento è la gravidanza, nell’ultimo trimestre: usare la gravidanza per informare sull’allattamento al seno ha un forte impatto sugli indicatori di salute di questo sottogruppo.

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