Gestione Operativa (Operations Management)

L’origine: l’ufficio tempi e metodi

La gestione operativa deriva dall’ufficio tempi e metodi, la struttura organizzativa che nella fabbrica aveva il compito di ottimizzare la catena di produzione e la linea di assemblaggio: come disporsi lungo la catena, come creare isole e passaggi, qual è il volume di attività che deve essere fatto. Insieme all’MBO, l’ufficio tempi e metodi è uno dei due temi fondamentali della rivoluzione industriale dei primi del Novecento: da un lato gli obiettivi, dall’altro qualcuno che dice come si lavora.

Perché funziona anche in ospedale

Un ospedale è per molti versi simile alla fabbrica, perché ha un impianto di produzione in larga parte standardizzabile. Vale la legge di Pareto: l’80% di quello che si fa segue protocolli assolutamente standard, mentre il 20% genera eccezioni e va gestito diversamente. Riformulata: l’80% dei problemi è generato dal 20% dei casi, e il restante 80% dei casi si può gestire con relativa tranquillità.

L’evoluzione in azienda sanitaria

L’ufficio tempi e metodi evolve in quello che chiamiamo operation management, e nelle aziende sanitarie diventa la gestione operativa: professionisti dedicati — prevalentemente ingegneri gestionali — collocati in staff alle direzioni e mandati dentro l’organizzazione a ottimizzare i processi (vedi Seconda Fase di Aziendalizzazione (dal 2010)).

Il modello Humanitas

Nel modello Humanitas è la gestione operativa a dire come usare e come programmare la sala operatoria e a valutare se la si sta usando in modo efficiente: se la usi bene te la lasciamo, se la usi male te la togliamo. È l’opposto dell’ospedale in cui la sala operatoria portava l’etichetta del primario (vedi Superamento dell’Aggettivo Possessivo (Mount Sinai e Humanitas)).


(Integrazione da: sbobina 24)

Le inefficienze concrete dell’asset management

L’asset management — l’uso migliore delle risorse già a disposizione — è una delle tre esigenze del redesigning dell’ospedale (vedi Pressioni di Trasformazione dell’Ospedale e Tre Percorsi di Cambiamento): prima di costruire una seconda sala operatoria conviene usare nel modo più efficiente quella che già si ha. Le inefficienze che la gestione operativa deve aggredire, ancora oggi in Italia e non solo, sono:

  • il venerdì si fa poca sala operatoria;
  • i ritardi negli slot, che allungano le liste di attesa per gli interventi e fanno slittare al giorno successivo gli ultimi interventi della giornata;
  • il fatto che spesso non si inizi e non si finisca all’orario programmato;
  • i tempi diversi che chirurghi diversi impiegano per lo stesso intervento, a cui si aggiungono i tempi tra un intervento e l’altro da ottimizzare.

C’era inoltre il tema del pagamento degli straordinari, per cui gli infermieri avevano interesse a che le cose andassero per le lunghe; quel sistema è poi stato tolto. Gli infermieri vengono pagati per gli straordinari, ma non per quelli in sala operatoria legati all’allungamento di un turno, proprio per evitare allungamenti strumentali.

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