Ospedale dell’Urgenza e Separazione dei Flussi
Area di arrivo delle ambulanze (ambulance bay) del pronto soccorso del Wagga Wagga Rural Referral Hospital. Fonte: Wikimedia Commons, «Ambulance bay at the Wagga Wagga Rural Referral Hospital.jpg» (bidgee; CC BY-SA 3.0 au).
Le possibilità tecniche cambiano ciò che si fa in ospedale
Le possibilità tecniche hanno cambiato in ampia parte il contenuto dell’attività ospedaliera: oggi si fanno in ambulatorio cose che dieci anni fa si facevano in sala operatoria (vedi Bedless Hospital e Poliambulatori).
Gli ospedali dell’urgenza
Sono stati creati gli ospedali dell’urgenza, dando alle medicine d’urgenza posti letto crescenti: i pazienti restano lì e non vanno più nei reparti. L’obiettivo è isolare i flussi, così che il trasferimento del paziente urgente non rompa la programmazione elettiva.
Perché è stato necessario crearle
Nel pronto soccorso, quando c’era bisogno di trasferire un paziente in reparto, il reparto rispondeva che non c’erano posti letto — posti che però saltavano fuori se veniva mandata la ronda della direzione medica. Il reparto non voleva accogliere il paziente del pronto soccorso soprattutto il giovedì e il venerdì, perché avrebbe significato gestirlo durante il weekend.
Bed management e dimissione precoce
Oggi i sistemi computerizzati e informatizzati permettono di sapere se un determinato posto letto di un reparto è occupato o libero (vedi Digitalizzazione della Sanità). L’altra leva su cui si lavora è la dimissione precoce, cioè l’anticipazione del tempo di dimissione del paziente.
🔗 Collegamenti
- Ruolo e Criticità del Pronto Soccorso — ⬆️ problema di partenza
- Modalità di Accesso all’Ospedale — 🔗 accesso in urgenza e in elezione
- Piattaforme di Funzionamento dell’Ospedale — 📋 medicina d’urgenza e OBI come piattaforme
- Bedless Hospital e Poliambulatori — 🔗 attività che escono dalla sala operatoria
- Gestione Operativa (Operations Management) — 💊 governo dei flussi
- Step Down Unit e Reparto di Transizione — ➡️ flusso in uscita