Ruolo e Criticità del Pronto Soccorso

Ingresso al Pronto Soccorso del Policlinico di Monza. Fonte: Wikimedia Commons, «MB-Monza-Policlinico-di-Monza-Pronto-Soccorso.jpg» (Albertomos; CC BY-SA 4.0).

Perché il PS è così utilizzato

  • Rispetto ai lunghi tempi di attesa sul territorio, il pronto soccorso (PS) offre una risposta in 24–36 ore.
  • Mette a disposizione strumenti diagnostici completi (ecografia, doppler, TAC) e garantisce una risposta 24 ore su 24.
  • La maggior parte della popolazione pensa che in PS ci siano i migliori professionisti e la migliore risposta possibile; non è sempre così, perché spesso vi lavorano anche medici “gettonisti”.
  • Sul territorio molti non trovano risposte e non riescono a trovare un medico di base, quindi si recano in PS.

Accessi appropriati e inappropriati

Il PS svolge attività appropriate, come la gestione dei traumatismi, che è una sua funzione propria. Si presentano però anche molti pazienti in modo inappropriato.

Dati di affluenza in Lombardia:

  • la maggior parte degli accessi avviene dalle 18, cioè all’uscita dal lavoro;
  • la domenica intorno alle 17;
  • il giorno di Natale è relativamente tranquillo, mentre la mattina del 26 si registra un forte afflusso.

Il PS risponde quindi a urgenze ed emergenze, ma è usato anche da chi non ha alternative e ha davanti liste d’attesa molto lunghe.

Nuovi utenti del PS

  • Persone in condizioni di fragilità sociale, come disoccupati e migranti.
  • Persone senza medico di base, perché questo è andato in pensione o perché sono state assegnate a medici con più di 2000 assistiti (vedi Ruolo del Medico di Medicina Generale).

Ambulatori territoriali aperti

Milano dispone di ambulatori territoriali aperti, ma la popolazione non li usa:

  • non sa dove sono né che sono aperti, per la scarsa comunicazione;
  • offrono servizi limitati: spesso c’è solo il medico, senza TAC né possibilità di eseguire prelievi.

Durante le Olimpiadi, per turisti e lavoratori arrivati per l’evento, erano invece facilmente individuabili grazie a un’applicazione che li localizzava.

Indicatori di valutazione del PS

Per valutare il PS si usano indicatori presi dal contesto internazionale:

  • Boarding: attesa per il posto letto dopo che è stato deciso il ricovero. Se supera le 6 ore si parla di boarding; può arrivare a 10–12 ore.
  • Paziente in corridoio per più di 6 ore, in PS o in reparto, per mancanza di posti letto.

Tra le conseguenze, una delle più rilevanti è la violenza da parte dei familiari, che vedono il proprio caro stare male mentre il personale appare agitato e non riesce a dare una soluzione immediata (vedi Violenza a Danno degli Operatori Sanitari).

I dati disponibili sono del 2022 e 2023; quelli del 2024 non sono ancora disponibili, il che evidenzia il problema dell’uso di dati non aggiornati.


(Integrazione da: sbobina 21)

Sfiducia nel territorio come causa di sovraffollamento

I cittadini si recano in PS anche per patologie di bassa complessità perché non conoscono — o non si fidano — dei punti di contatto territoriali alternativi: le Case della comunità e il numero 116-117 per la continuità assistenziale. La fiducia nei servizi è strettamente correlata alla familiarità culturale con essi, e questa varia molto tra regioni (vedi Regionalizzazione del SSN).

La riorganizzazione territoriale del DM 77 mira a ridisegnare i flussi di pazienti, in modo che il PS torni a occuparsi delle reali urgenze; il filtro necessario è il gatekeeping dei livelli territoriali.

Un’altra causa di accessi impropri è l’abbandono del follow-up da parte dei pazienti cronici che non riescono a raggiungere i centri hub: rientrano nel sistema solo in emergenza, con costi molto più elevati (vedi Trasporto dei Pazienti Fragili e Mappatura degli Stakeholder).


(Integrazione da: sbobina 22)

Decongestionare il PS con i servizi territoriali

Il sistema disegnato dal DM 77 mira a decongestionare i pronto soccorso dirottando i codici minori verso i servizi territoriali, migliorando l’esperienza dell’utente e riducendo il carico sugli operatori dell’urgenza (vedi Ospedale di Comunità e Centrale Operativa Territoriale (COT)).

Una quota di accessi impropri nasce inoltre dall’informazione sanitaria inaffidabile con cui il paziente si presenta: vedi Disinformazione Sanitaria e Intelligenza Artificiale.

🔗 Collegamenti