Forme Associative della Medicina Generale
La medicina generale italiana è in un momento di transizione tra tre modalità associative. Non sono un’invenzione italiana: sono quanto avviene nel resto del mondo.
Medicina in associazione
È la forma che si riconosce dai nomi di altri medici esposti in bacheca o sulla porta dello studio del proprio medico di base. L’obiettivo è garantire agli assistiti un medico a cui riferirsi dal lunedì al venerdì, sia al mattino sia al pomeriggio.
Un gruppo di sei medici associati si organizza per assicurare sempre la presenza di almeno un medico in ambulatorio: l’assistito del medico del venerdì pomeriggio che ha un problema il lunedì mattina può rivolgersi al medico presente in quel momento.
Il rischio è che il paziente cerchi il medico più accondiscendente. Esempio: un paziente con mal di schiena chiede una TAC; il primo medico imposta invece una terapia antinfiammatoria per otto giorni, e il paziente torna nel pomeriggio da un altro medico del gruppo sperando di ottenere la prescrizione. Nelle associazioni che funzionano i sei medici si riuniscono per accordarsi su come gestire le grandi patologie (mal di schiena, mal di testa, dolore muscolare), così che il secondo medico chieda da quanti giorni il paziente assume l’antinfiammatorio e confermi la condotta del collega.
È stato un grande vantaggio negli anni scorsi, ma la riduzione del numero dei medici di base ne ha fatto perdere in parte la possibilità.
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Medicina di rete
Sempre sei medici, che però possono lavorare anche in zone molto distanti l’una dall’altra: hanno deciso di utilizzare un software comune che permette a ciascuno di vedere gli assistiti degli altri. Il medico del lunedì pomeriggio vede che la collega del mattino ha registrato la visita e la prescrizione dell’antinfiammatorio, e la condotta non può essere aggirata.
Medicina di gruppo
I sei medici affittano una sede comune — bastano tre stanze visita e una sala d’attesa, dato che non saranno mai tutti presenti insieme — e lavorano insieme: dalle 8 alle 19 di tutti i giorni uno di loro è sempre presente e usano una cartella clinica comune, quindi conoscono tutti i loro pazienti.
È oggi la realtà della Toscana, dell’Emilia-Romagna, del Veneto, e da moltissimi anni di Francia, Spagna, Germania e Inghilterra.
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La sperimentazione di Mantova e Cremona
Prima del Covid, intorno al 2011–2014, la medicina di gruppo è stata sperimentata con i MMG che hanno aderito volontariamente nelle province di Mantova e Cremona, grazie a un finanziamento europeo. Gli spazi sono stati trovati con relativa facilità sopra le farmacie.
I medici si erano aggregati anche secondo le specializzazioni (endocrinologo, pneumologo, cardiologo, ginecologo, pediatra): questo ha prodotto una vera presa in carico del paziente, perché il paziente con BPCO non veniva mandato in ospedale ma visto dal collega — non in libera professione. La sperimentazione funzionava così bene che i medici hanno assunto anche un’amministrativa per gli appuntamenti, un’infermiera e un’ostetrica.
È durata quasi due anni, con soddisfazione elevatissima di medici e pazienti, e ha prodotto un effetto atteso ma non così rapido: i codici bianchi e verdi delle strutture ospedaliere di Mantova e Cremona si sono praticamente azzerati. È la prova che il territorio, se organizzato, funziona perfettamente.
Finiti i fondi della sperimentazione, e con l’arrivo del Covid, l’esperienza è stata abbandonata.
🔗 Collegamenti
- Ruolo del Medico di Medicina Generale — 📋 organizzazione dell’attività del MMG
- Obiettivi Prioritari del Medico di Medicina Generale — 🔗 presa in carico resa possibile dall’associazione
- Proposta di Riforma della Convenzione dei MMG — ➡️ obbligo di aggregazione nella riforma proposta
- Casa della Comunità — ➡️ sede in cui la medicina di gruppo dovrebbe confluire
- Dall’Ospedale al Territorio — 🔗 prova che il territorio organizzato riduce gli accessi ospedalieri
- Ruolo e Criticità del Pronto Soccorso — ⬇️ azzeramento dei codici bianchi e verdi
- Criticità delle Cure Primarie in Italia — ⬆️ carenza di medici che erode le forme associative