Prevenzione delle Cadute in Ospedale

Sperimentazione sul rischio di caduta nelle persone anziane (laboratorio LBMC). Fonte: Wikimedia Commons, «Expérimentation sur les risques de chute des personnes âgées avec le LBMC.jpg» (Sophie Jeannin; CC BY-SA 4.0).

Oggetto della Raccomandazione n°13 del Ministero della Salute, sulla prevenzione e gestione della caduta del paziente nelle strutture sanitarie (vedi Raccomandazioni Ministeriali).

Il problema

Le cadute sono un grave problema, soprattutto negli anziani: possono causare fratture di femore, traumi cranici e morte.

  • Se un paziente cade in ospedale la responsabilità ricade direttamente sulla struttura.
  • I pazienti cadono più spesso di notte.
  • La responsabilità di prevenire le cadute spetta esclusivamente al personale sanitario: non è corretto chiedere ai familiari un’assistenza esterna.

Identificazione dei pazienti a rischio

  • Schede/scale di valutazione: in Italia se ne usano molte, tutte validate, ma nessuna prevede con certezza il rischio. Si sta provando a usarne due contemporaneamente, anche se richiede più tempo.
  • Tecnologie: sensori a infrarossi e dispositivi di monitoraggio (ospedale di Crema) rilevano quando il paziente sta per scendere dal letto ed emettono un allarme; il limite è la distanza dell’infermiere. Meglio spendere prima che dopo la caduta.

Misure preventive

  • Contenzione (legare il paziente): misura estrema, eticamente problematica e non sempre giustificabile.
  • Lenzuolo–sacco a pelo: alternativa più accettata, impedisce la caduta dal letto di notte, senza limitare eccessivamente la libertà, la dignità e il comfort del paziente.
  • Calzature adeguate: controllare il tipo di scarpe che i pazienti portano in ospedale.
  • Letti abbassati al massimo nelle ore notturne, per ridurre il dislivello se il paziente tenta di scendere.

Tutte le strategie vanno adattate al singolo paziente, con monitoraggio e assistenza costanti dei più vulnerabili.

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