Sistemi Sanitari Universalistici e Crisi dell’Universalità

Indice di copertura dei servizi della copertura sanitaria universale (UHC Service Coverage Index), 2021. Fonte: Wikimedia Commons, «Universal-health-coverage-index-2021.png» (Our World in Data team; CC BY 4.0).

Il SSN come sistema universalistico

Il Servizio Sanitario Nazionale italiano è un sistema universalistico: fornisce assistenza gratuita a tutta la popolazione. Fino al 1978, anno di nascita del SSN, l’Italia aveva un sistema mutualistico.

In futuro sarà molto difficile mantenere l’universalità e bisognerà ripensare l’organizzazione del sistema sanitario (razionalizzazione dei sistemi sanitari universalistici).

L’esempio inglese

Il SSN inglese un tempo era esattamente come quello italiano; oggi è meno universale, essendo diventato misto (c’è chi ha un’assicurazione).

(non trattato nell’a.a. corrente) Differenza nell’uso dell’assicurazione (vedi Assicurazione Sanitaria):

  • Italia: chi ha un’assicurazione può scegliere dove farsi curare, con l’assicurazione o con il SSN. Es. si può fare una visita specialistica pagata con l’assicurazione e, se lo specialista decide di operare, tornare nel settore pubblico.
  • Gran Bretagna: chi ha un’assicurazione deve farsi curare con quella.

In UK il cambiamento del sistema universalistico è passato dal medico di medicina generale, che ha in mano organizzazione e risorse (vedi Ruolo del Medico di Medicina Generale).

Risposte possibili

Quanto si spende

(non trattato nell’a.a. corrente)

  • L’Italia è, tra i Paesi ad alto reddito, quello che devolve meno in spesa sanitaria. Per l’OMS, sotto il 6,5% del PIL lo Stato mette a grave rischio la tutela della salute della popolazione: l’Italia è al 7%, quindi al limite (vedi Spesa Sanitaria).
  • USA, esempio di servizio sanitario misto (sistema pubblico + sistema assicurativo): la sola parte pubblica dedica alla sanità il 15% del PIL, il doppio dell’Italia, pur essendo lo Stato assicurativo per antonomasia.

Il futuro del sistema sanitario pubblico

(non trattato nell’a.a. corrente) Il sistema sanitario universale è destinato a modificarsi, se non a ridursi drasticamente.

  • Molte prime visite specialistiche (ortopedia, dermatologia, cardiologia) sono già a pagamento per il 70% della popolazione.
  • Una prima visita cardiologica nel pubblico può richiedere 120–150 giorni; nel privato si ottiene in pochi giorni per circa 80–90 euro.
  • Alcuni centri privati adottano strategie aggressive: dopo una visita ricontattano il paziente offrendo consulenze gratuite e inserendolo in un percorso di cure private, spesso supportato da assicurazioni sanitarie.
  • Cataratta: attesa di 6–8 mesi nel pubblico; nel privato 2.500–4.000 euro per occhio.

Molti cittadini sono costretti a rivolgersi al privato: il concetto di universalità del servizio sanitario sta scomparendo (vedi Spesa Out-of-Pocket e Impoverimento).

Possibili soluzioni e criticità

(non trattato nell’a.a. corrente)

  • Remunerare i medici pubblici come nel privato, facendo pagare ai pazienti solo il ticket del SSN: mancano però le risorse per coprire i costi.
  • Alcuni ospedali hanno dato gettoni extra ai professionisti per lavorare nei weekend e smaltire le liste d’attesa: misura temporanea.
  • Il problema principale resta la carenza di personale sanitario, prevedibile da tempo ma non affrontata adeguatamente. Il rischio è che il sistema pubblico diventi insostenibile, spingendo sempre più persone verso il modello assicurativo privato.

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