Modello Hub e Spoke
Definizione
È la declinazione italiana della strategia europea dei Centri di Eccellenza Europei.
- HUB (“mozzo”): un numero limitato di centri che trattano volumi di attività tali da garantire la migliore qualità dell’assistenza e il miglior uso delle risorse disponibili.
- SPOKE (“raggi”): centri periferici in comunicazione con gli hub, che preparano le fasi successive dell’assistenza, possono ricevere pazienti trattati nell’hub e hanno una casistica minore (quella residua).
Esempi
- Milano: i centri hub sono distribuiti tra i vari ospedali, così che ogni ospedale sia hub per una patologia e possa poi riversare i pazienti in altri centri.
- (non trattato nell’a.a. corrente) Rete ospedaliera di Magenta: l’ospedale di Magenta non ha un pronto soccorso di II livello, quindi ictus e infarti vanno a Milano e non vengono ricevuti al suo PS. Se però l’infarto avviene alla stazione di Magenta, si va all’ospedale di Magenta, che stabilizza e poi trasferisce al San Carlo. I sistemi a rete devono tenere conto di dove si trova il paziente che sta male.
L’ospedale hub, circondato non da altri ospedali ma da strutture a minore intensità, è il modello dell’Ospedale per Intensità di Cura.
(Integrazione da: sbobina 18)
Hub e spoke contro la carenza di personale
Tra le strategie proposte contro la carenza di professionisti c’è lo spostamento dei professionisti da un ospedale all’altro secondo il modello hub e spoke (vedi Carenza di Personale Sanitario in Italia). Il modello si applica anche alla concentrazione dei casi complessi negli hub, come la protesi per frattura di femore e i tumori seguiti dalle breast unit (vedi Volumi di Chirurgia Oncologica e Breast Unit).
Nella trascrizione il termine compare come “aden spoke??”: interpretato come hub e spoke.
(Integrazione da: sbobina 21)
Il modello applicato al territorio
Il DM 77 estende il modello all’assistenza territoriale: un centro ad alta complessità assistenziale come hub e una rete periferica di strutture spoke che garantiscono prossimità al cittadino, con le Case della comunità come nodi della rete. Il nodo critico diventa il trasporto dei pazienti fragili verso gli hub.
(Integrazione da: sbobina 23)
Le reti ospedaliere regionali
Le reti ospedaliere sono uno dei fenomeni su cui si è lavorato molto in Italia: Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e Friuli hanno cercato di costruire reti con punti di riferimento definiti.
La Lombardia ha fatto poco in questo senso, perché il suo è un DNA competitivo e non collaborativo. Alcuni riferimenti esistono comunque — l’hub neurologico è il Besta, l’oncologico l’INT, il trauma va direttamente al Niguarda — ma non c’è una collaborazione spinta tra le strutture: l’assetto è determinato più dalle regole regionali che da una rete costruita dal basso.
(Integrazione da: sbobina 24)
Rete democratica e rete gerarchica
Le reti che si cerca di costruire, anche tra aziende diverse, sono di due tipi.
- Rete democratica: ogni ospedale diventa hub per qualcosa, cioè perno di una certa specialità, con il riconoscimento di essere il punto di riferimento dove concentrare le casistiche complesse di quell’ambito specialistico.
- Rete gerarchica: vale soprattutto per i territori non urbani, dove un ospedale concentra la patologia ad alta complessità e gli altri rispondono ai bisogni di salute importanti di quel territorio; esiste anche un terzo livello di ospedali più piccoli, gli spoke degli spoke.
Esempio — la Toscana. Le ASL sono state raggruppate in tre macro-ASL (Toscana Centro, Toscana Nord-Ovest, Toscana Sud-Est), ciascuna con un territorio molto ampio e più di un milione di abitanti. Ognuna ha come riferimento tre aziende ospedaliere, anche universitarie: il Careggi a Firenze, Le Scotte a Siena e il Cisanello-Santa Maria a Pisa. Sono gli unici hub delle reti ospedaliere, dove viene mandata tutta l’alta complessità; tutti gli altri ospedali toscani hanno riconoscimenti di unità operative a complessità medio-alta, ma inviano agli hub i casi più complessi.
Nella trascrizione l’ospedale senese compare come “le Scoffe”: si tratta delle Scotte.
🔗 Collegamenti
- Centri di Eccellenza Europei — 🔗 stessa strategia
- DM 77 (Riorganizzazione dell’Assistenza Territoriale) — ➡️ applicazione al territorio
- Trasporto dei Pazienti Fragili e Mappatura degli Stakeholder — ⬇️ criticità della prossimità
- Ospedale per Intensità di Cura — 🔗 ospedale-hub
- Dimensione Ottimale dell’Ospedale e Volumi-Esiti — ⬆️ volumi e qualità
- Telemedicina — 🔗 teleconsulto
- Carenza di Personale Sanitario in Italia — 💊 redistribuzione dei professionisti
- Volumi di Chirurgia Oncologica e Breast Unit — 🔗 concentrazione dei casi
- Regionalizzazione del SSN — ⬆️ le reti dipendono dalle scelte regionali