Superamento dell’Aggettivo Possessivo (Mount Sinai e Humanitas)
Incisione su legno del Mount Sinai Hospital di New York in costruzione, Lexington Avenue tra la 66ª e la 67ª strada. Fonte: Wikimedia Commons, «Mount Sinai Hospital, New York City, Valentine’s Manual.jpg» (Unknown engraverUnknown engraver; Public domain).
L’ospedale degli aggettivi possessivi
Gli ospedali nascono con gli aggettivi possessivi: “il mio posto letto”, “il mio ecografo”, “il mio infermiere”. Diventare direttore di struttura complessa — quelli che si chiamavano primari — significava avere la proprietà quasi fisica di un pezzo di ospedale, al punto che le regole di funzionamento del reparto erano autodefinite da chi lo dirigeva: le lettere di dimissione, la gestione delle liste di attesa, il funzionamento del posto letto.
Due esempi concreti: nelle sale operatorie c’era l’etichetta del primario, e se non le usavano loro non le usava nessuno; al Grande Ospedale Metropolitano di Milano i chirurghi operavano con ferri chirurgici con il proprio nome inciso.
Il Mount Sinai di New York
Il Mount Sinai, ospedale privato che si affaccia su Central Park, è il caso in cui sono stati rotti gli schemi classici dell’aggettivo possessivo, con quello che in Italia chiamiamo intensità di cura e complessità assistenziale (vedi Ospedale per Intensità di Cura). Nel modello americano i DRG erano già in uso da una decina d’anni ed era già stato fatto un processo di ricostruzione organizzativa: scompaiono i letti della pneumologia, della geriatria, della cardiologia, e i 200 posti letto vengono riorganizzati in 6 macro-reparti per caratteristiche del paziente:
- pazienti con disordini cognitivi;
- pazienti con disabilità fisiche;
- pazienti clinicamente stabili;
- infettivi;
- off the floor, i pazienti per cui non si riesce ad arrivare a una diagnosi, con un carico organizzativo importante.
L’ultima parte erano 40 posti letto divisi tra i reparti.
Il modello Humanitas
Con la stessa idea nasce l’Humanitas: non ci sono i reparti di cardiologia o pneumologia, ci sono i reparti C1, C2, C3, A1, A2, A3. I posti letto vengono suddivisi seguendo i picchi stagionali o l’andamento della produzione chirurgica rispetto alle liste.
Humanitas nasce con due idee: non c’è l’aggettivo possessivo e a decidere come programmare e usare la sala operatoria è la gestione operativa — se la usi bene te la lasciamo, se la usi male te la togliamo (vedi Gestione Operativa (Operations Management)).
(Integrazione da: sbobina 24)
Le sigle come priorità operative
Nei reparti numerati le sigle corrispondono a priorità operative: la A0 è la week surgery, con i posti letto distribuiti su tutte le unità operative; il CD3 è la medicina del pronto soccorso, fatta a filtro per il pronto soccorso; la step down unit è la riabilitazione (vedi Step Down Unit e Reparto di Transizione).
È quella che si definisce organizzazione multidisciplinare dei reparti, cioè dipartimentalizzazione o divisionalizzazione (vedi Organizzazione Dipartimentale dell’Ospedale (dal 1999)), la direzione di sviluppo verso cui stanno andando gli ospedali.
Nella ripresa della sbobina 24 i reparti numerati sono indicati come A1, B1, A2, B2, A3, B3.
🔗 Collegamenti
- Autoreferenzialità dell’Ospedale — ⬆️ contesto di partenza
- Ospedale per Intensità di Cura — 🔗 stesso modello organizzativo
- Gestione Operativa (Operations Management) — 💊 chi governa l’uso delle risorse
- Sistema DRG (Diagnosis Related Groups) — ⬆️ premessa alla riorganizzazione americana
- Ospedale come Produttore di Esperienza — 🔗 riorganizzazione attorno al paziente
- Step Down Unit e Reparto di Transizione — 📋 una delle piattaforme dell’ospedale riorganizzato
- Organizzazione Dipartimentale dell’Ospedale (dal 1999) — ➡️ divisionalizzazione