Epatite B in Italia

Andamento dal 1985

Dal 1985 l’incidenza di epatite B acuta mostra un forte declino, soprattutto nella fascia 15–24 anni, che negli anni ‘80 arrivava a 41 casi/100.000 abitanti.

Perché la fascia 15–24 anni era la più colpita

L’adolescenza è l’età in cui iniziano i fattori di rischio parenterali:

  • tossicodipendenza per via endovenosa, molto diffusa in quegli anni;
  • debutto sessuale, quindi inizio dell’attività sessuale;
  • inizio del lavoro (riferito all’epoca), con possibili esposizioni professionali.

Perché la fascia 0–14 anni è sempre stata la meno colpita

  • in questa fascia l’infezione ha un andamento prevalentemente asintomatico, quindi è difficile sospettarla (Epatite B (HBV));
  • la trasmissione verticale ha sempre avuto un peso minore nel nostro Paese.

HBeAg e trasmissione verticale

In Italia è scarsa la quota di popolazione che, oltre a essere HBsAg positiva, è anche HBeAg positiva.

L’HBeAg (antigene e dell’epatite B) è una proteina virale solubile prodotta dall’HBV che indica attività replicativa del virus. Nella popolazione mediterranea sono frequenti ceppi di HBV con mutazioni che impediscono la produzione di HBeAg: il virus continua a replicare, ma l’HBeAg risulta negativo, con riduzione dell’infettività, in particolare della trasmissione verticale. Un bambino nato da madre HBeAg negativa ha quindi una minore probabilità di infettarsi.

Dati 2024

  • 189 casi, incidenza totale 0,36/100.000, in lieve aumento rispetto all’anno precedente.
  • Rialzo dei casi nella popolazione sopra i 55 anni, ma anche in fasce più giovani.
  • Incidenza azzerata a 0 anni (pochissime infezioni alla nascita), ma residui di nuovi casi in tutte le altre fasce, in età in cui il tasso dovrebbe essere pressoché zero.
  • Più colpiti i maschi, soprattutto in età più avanzata.

Residui di incidenza in un Paese con vaccinazione obbligatoria dal 1991 (Politica Vaccinale anti-HBV in Italia) non sono un buon segnale: l’andamento va monitorato, da cui l’importanza della Sorveglianza Epidemiologica.

Fattori di rischio delle nuove infezioni

  1. Trattamenti di bellezza (tatuaggi, piercing, ecc.) nei 6 mesi precedenti l’esordio dell’episodio acuto: 38,3%.
  2. Esposizione sessuale, sia eterosessuale sia MSM.
  3. Esposizione nosocomiale (ospedalizzazione e trattamenti ambulatoriali): 16,2%.

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