Anatomia Zonale della Prostata

Struttura di base

La prostata ha un parenchima formato da ghiandole tubuloalveolari ramificate che convergono in dotti che sboccano nell’uretra prostatica.

La suddivisione in zone prende come riferimento lo sbocco dei condotti eiaculatori a livello della faccia posteriore dell’uretra prostatica, che forma una piccola struttura chiamata veru montanum.

Le quattro zone

Zona di transizione (5% della ghiandola). È la porzione periuretrale in posizione sovramontanale (“premontanale”, cioè prima del veru montanum). È l’unica zona della prostata che continua a crescere ed è la sede dell’iperplasia prostatica benigna; essendo periuretrale, la sua patologia si traduce spesso in una riduzione del lume dell’uretra prostatica con i disturbi correlati. Vi si concentra circa il 34% degli adenocarcinomi.

Zona centrale (25%). Anch’essa delimitata in basso dal veru montanum, ma posteriore rispetto alla zona di transizione: è la porzione retromontale, che abbraccia i condotti eiaculatori e la parte intraprostatica delle vescichette seminali. Vi origina solo il 2,5% degli adenocarcinomi, che però possono determinare infiltrazione delle vescicole seminali più facilmente rispetto alla zona di transizione e presentarsi quindi più frequentemente come neoplasie extraprostatiche: sono poco frequenti ma associati a prognosi sfavorevole.

Zona periferica (65%). Corrisponde alla porzione posterolaterale e subcapsulare della prostata, compresa dalla base delle vescicole seminali fino all’uretra distale. Vi si sviluppa il 60% degli adenocarcinomi. Per come sono collocati, questi tumori possono estendersi lateralmente e determinare infiltrazione dei tessuti molli periprostatici, diventando anch’essi extraprostatici in sede posterolaterale.

Zona fibromuscolare anteriore (5%), detta anche lobo centrale o anteriore. È la parte anteriore all’uretra, virtualmente sprovvista di ghiandola e costituita da tessuto prevalentemente fibroso e muscolare: è raramente sede di tumori primitivi. Perché un tumore vi arrivi deve attraversare diverse zone, se origina dalla zona periferica, oppure — più frequentemente — originare dalla zona di transizione ed espandersi anteriormente. È un coinvolgimento infrequente, che presuppone sempre adenocarcinomi ampiamente sviluppati all’interno della ghiandola.

Rilevanza stadiativa

Sia l’infiltrazione delle vescicole seminali (tipica dei tumori della zona centrale) sia l’estensione extraprostatica posterolaterale (tipica dei tumori della zona periferica) definiscono lo stadio pT3 di malattia.

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