Autopsia
L’autopsia è l’evoluzione più completa dell’esame anatomopatologico, combinazione di esame citologico e soprattutto Esame Istologico, in cui si ha a disposizione l’intero corpo. Si eseguono sistematicamente tagli e procedure che danno accesso alle cavità corporee (cranica, toraco-addominale) per l’accertamento di morte.
Si tratta di autopsie di riscontro diagnostico, richieste per accertare la causa ultima di morte e la cronologia spazio-temporale degli eventi che vi hanno condotto (epicrisi). Diciture come “arresto cardiocircolatorio” o “insufficienza cardiorespiratoria” non sono la causa di morte, ma l’evento finale comune a ogni morte: con l’autopsia si ricostruisce, tramite esame macroscopico e microscopico e con la documentazione clinica, tutta la patologia pregressa del soggetto, collocandola in un’organizzazione spaziale e temporale.
Enrique Simonet, «La autopsia» (1890): un medico, durante un’autopsia, osserva il cuore di una giovane donna. Fonte: Wikimedia Commons (Enrique Simonet, Public domain).
Funzioni
- Accertamento delle cause di morte
- Valutazione dell’effetto delle terapie
- Epidemiologia, studio e ricerca
- Controllo di qualità globale
- Informazioni utili alla famiglia
Autopsia diagnostica e medico-legale
Un tempo l’attività autoptica era il lavoro principale del patologo. Con il progredire delle altre tecniche diagnostiche (radiologia, medicina di laboratorio) si è ridotta numericamente, ma resta il momento ultimo e più completo per accertare ciò che è realmente accaduto. La separazione dall’anatomia patologica verso la medicina legale è avvenuta verso la metà degli anni ‘80; prima anche l’attività medico-legale era svolta dal patologo. Il magistrato richiede l’autopsia per conoscere la causa o la datazione della morte (ipotesi di reato).
🔗 Collegamenti
- Anatomia Patologica — ⬆️ branca della disciplina (patologia autoptica)
- Esame Istologico — 🔗 metodo impiegato nell’autopsia
- Fissazione — 🔗 blocco dei fenomeni autolitici post-mortali