Esame Citologico

L’esame citologico è l’analisi di cellule disaggregate dal loro contesto tissutale. Poiché le cellule sono separate, il focus diagnostico è la singola cellula e le sue caratteristiche citologiche (o citocariologiche): forma, dimensioni, struttura del nucleo e del citoplasma. Sono questi i criteri che permettono di distinguere cellule benigne da maligne o di riconoscere una patologia infiammatoria; può essere utile anche l’aggregazione reciproca delle cellule e il background (materiale mucinico, sanguigno).

Modalità di prelievo

  • Citologia esfoliativa — raccolta di cellule che esfoliano spontaneamente dalle superfici; il distacco può essere accelerato in alcuni processi morbosi.
  • Citologia per spazzolamento (brushing) — spazzolini che sfregano sulle mucose per provocare il distacco. Il PAP test combina distacco spontaneo + spazzolamento.
  • Citologia per agoaspirazione (FNA) — sistema a depressione che asporta cellule da un contesto lesionale (nodulo palpabile o non palpabile). La depressione non deve essere eccessiva: il materiale deve fermarsi nell’ago, perché nella siringa le cellule aderirebbero alla plastica per interazioni elettrostatiche e si danneggerebbero nel distacco.

Caratteristiche dell’esame

  • Esame di I livello — il più semplice, economico e rapido per ottenere un risultato diagnostico. In mani esperte ha un’accuratezza diagnostica che sfiora il 100%; la citologia diagnostica (o citodiagnostica) ne definisce i criteri.
  • Test di screening — per basso costo e rapidità si presta agli screening (vedi Test di Screening); esempio il PAP test.
  • Può necessitare di conferma istologica — talvolta serve uno step successivo. La sufficienza decisionale dipende dall’organo e dalle linee guida:
    • Sufficiente: una citologia urinaria positiva per cellule uroteliali maligne basta a prescrivere una cistoscopia (esame invasivo); la citologia agoaspirativa tiroidea (sulla tiroide non si fanno biopsie) può portare direttamente alla tiroidectomia.
    • Non sufficiente: nel nodulo mammario la diagnosi citologica di carcinoma non basta, secondo le linee guida delle breast unit, per passare alla quadrantectomia: serve prima la biopsia.

La tecnica del citoincluso (consigliata in qualsiasi contesto) raccoglie le cellule da un’area più ristretta per ottenere più sezioni delle stesse cellule.

Cinque categorie diagnostiche

Sistema applicato, ad esempio, alla citologia agoaspirativa tiroidea:

  • C1 — Inadeguato / insufficiente
  • C2 — Benigno
  • C3 — Sospetto, probabilmente benigno
  • C4 — Sospetto, probabilmente maligno
  • C5 — Maligno

Tempistica e morfologia

Tempi indicativi: esame citologico 3–24 ore, Esame Istologico 24–48 ore, Autopsia >48 ore. L’esame morfologico procede per riconoscimento delle forme → analisi comparativa con paradigmi → costruzione del puzzle → ipotesi diagnostica.

Allestimento del preparato citologico

Le cellule disaggregate vengono poste su vetrino per strisciamento o centrifugazione, poi fissate o essiccate, colorate ed esaminate. Si usa estensivamente la citologia in strato sottile: il materiale (da esfoliazione o agoaspirazione) è raccolto in un boccettino con liquido fissativo, fatto passare attraverso un filtro che trattiene tutte le cellule, appoggiato sul vetrino in un bollino di 10–15 mm.

Il materiale va poi fissato (alcol assoluto o a 95°) e colorato (le cellule trasparenti necessitano di contrasto): in citologia aspirata la colorazione di base è quella di Papanicolaou, nei campioni ematici si usa May-Grünwald e Giemsa. A differenza dell’istologia, in citologia non c’è inclusione in paraffina né taglio al microtomo.

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