Citologia Agoaspirativa della Mammella (FNAB)
Più che di diagnosi di carcinoma mammario, è corretto parlare di diagnosi di qualunque patologia della mammella — o anche della condizione di normalità di una mammella su cui sia stata attirata l’attenzione clinica.
La citologia agoaspirativa con ago sottile è indicata con gli acronimi FNAC (Fine Needle Aspiration Cytology) o FNAB (Fine Needle Aspiration Biopsy): in inglese biopsy non indica necessariamente un prelievo tissutale, ma il contesto della procedura, che qui prevede il solo prelievo di cellule.
Micrografia di carcinoma duttale della mammella, il tipo più comune di carcinoma mammario, su agoaspirato (FNA). Colorazione Pap. Fonte: Wikimedia Commons (Nephron, CC BY-SA 3.0).
Categorie diagnostiche
- C1 — materiale inadeguato/insufficiente
- C2 — campione di cellule di tipo benigno
- C3 — campione sospetto, probabilmente benigno
- C4 — campione sospetto, verso la malignità
- C5 — presenza di cellule tumorali maligne, specificando se epiteliali o non epiteliali
Regole generali
- Non consente di distinguere una lesione in situ da una invasiva: a questo esame non si può chiedere una diagnosi di invasività.
- È una metodica molto accurata: in mani esperte i falsi positivi sono <1%, ma il rischio esiste sempre, perché alcune lesioni benigne possono simulare la malignità. I falsi negativi non dovrebbero superare il 5% secondo le linee guida, ma con prelievi non eseguiti da mani esperte il rischio sale fino al 20%. Per questo spesso sono gli stessi patologi a eseguire il prelievo citologico: osservano fin dall’inizio la modalità di presentazione della lesione — posizione, consistenza, mobilità — elementi che aiutano l’interpretazione anche di un prelievo poco abbondante. È essenziale un dialogo stretto tra chi esegue il prelievo (clinici, chirurghi, radiologi) e i patologi che lo leggono.
- Si può stabilire il grado di malignità osservando le caratteristiche nucleari.
- Fatta la diagnosi di cellule maligne di tipo epiteliale, non è indispensabile tipizzare ulteriormente il carcinoma (duttale o lobulare).
- L’agoaspirato preleva, oltre alle cellule neoplastiche, anche il corredo di cellule della matrice extracellulare e dei tessuti molli adiacenti; nella mammella è frequente trovare tessuto adiposo. Lo strisciamento dispone i costituenti in modo casuale, per cui le cellule neoplastiche si mescolano a tralci o frammenti adiposi: è scorretto e illecito considerare questa commistione un indice di invasività. L’invasività potrebbe anche esserci, ma il rischio che sia un artefatto da strisciamento rende l’affermazione estremamente pericolosa.
➔ Davanti a una diagnosi citologica dubbia è sempre meglio stare un passo indietro che uno avanti: nel primo caso si procede allo step diagnostico successivo (prelievo tissutale), nel secondo le conseguenze in termini di operatività definitiva possono essere gravi. Un falso positivo è molto più grave di un falso negativo.
Linee guida EUSOMA
Secondo le linee guida di EUSOMA — l’organizzazione europea che stila le linee guida su diagnosi e trattamento del carcinoma mammario — la citologia agoaspirativa non si può utilizzare per la diagnosi di tumore primario (o comunque solo per un numero molto basso di casi l’anno): serve un prelievo tissutale. Ciò non significa che la diagnosi citologica non sia possibile, e in molti centri avviene, soprattutto dove esiste un’ottima sintonia tra chirurgo, senologo e patologo.
EUSOMA effettua visite periodiche ai centri aderenti per verificare il rispetto delle proprie linee guida, condizione indispensabile per ottenere la certificazione EUSOMA.
🔗 Collegamenti
- Biopsia Mammaria (Core Biopsy e Mammotome) — ➡️ step diagnostico successivo
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