Biopsia Mammaria (Core Biopsy e Mammotome)

Esistono due tipi di prelievo tissutale della mammella: la core biopsy e il mammotome.

Agobiopsia (core biopsy) ecoguidata della mammella di una donna di 39 anni: adenoma tubulare. Colorazione EE. Fonte: Wikimedia Commons (Ed Uthman from Houston, TX, USA, CC BY 2.0).

Core biopsy

Si esegue con aghi particolari, un po’ più grandi di quelli della citologia, dotati di una struttura rotante interna che viene retratta automaticamente e consente di tagliare un frammento cilindriforme di parenchima mammario centrato sulla lesione. Si usa spesso la guida ecografica o mammografica per identificarla. Il prelievo può essere reso più efficiente eseguendo più passaggi nella lesione, il che richiede però che la lesione abbia dimensioni sufficienti.

Si presta quindi a caratterizzare:

  • lesioni di diametro >3-4 mm, con densità superiore a quella del parenchima circostante, così da essere facilmente identificabili;
  • lesioni molto grosse, con forte sospetto di malignità già su base clinica, per le quali si ipotizza un trattamento neoadiuvante che ne riduca le dimensioni e consenta una chirurgia meno demolitiva. Raggiungere un nodulo grande è facile, e sulla core biopsy si esegue la ricerca dei fattori biologici (recettori estro-progestinici, attività proliferativa, stato di HER2) su cui si decide quale trattamento neoadiuvante impostare.

Mammotome

Quando il nodulo è di piccole dimensioni, non ben delimitato rispetto al parenchima adiacente, oppure la lesione non è palpabile, o ancora quando la mammografia identifica calcificazioni radiologicamente sospette, si usa un approccio diverso.

Anche qui è presente un ago tranciante, che ottiene frustoli di parenchima via via aspirati da un sistema sottovuoto — la tecnica si chiama infatti vacuum assisted breast biopsy — fino a demolire completamente la lesione.

Si presta ad asportare lesioni fino a 1-1,5 cm di diametro, soprattutto quando i margini sono sfumati e irregolari e non si riesce a stabilire se si tratti di addensamenti del parenchima o di lesioni maligne. Andrebbe usato con una certa frequenza soprattutto per lesioni non palpabili, con calcificazioni, o di dimensioni <5 mm, non facilmente raggiungibili con la core biopsy.

Va sempre correlato il dato patologico con quello clinico, verificando al microscopio se la lesione sia stata effettivamente campionata: nella core biopsy accade che il nodulo si sposti sotto la spinta dell’ago e non venga prelevato, mentre il mammotome demolisce completamente l’area, coinvolgendo sia il nodulo sia il parenchima adiacente.

Dopo la demolizione può però essere difficile definire la dimensione corretta del nodulo per la stadiazione. La tecnica si esegue senza anestesia, perché non è dolorosa data l’assenza di innervazione del parenchima mammario, e lascia un piccolo foro progressivamente invaso da sangue, tessuto di granulazione e infine cicatrice: a seconda dei giorni intercorsi tra mammotome e intervento chirurgico, dalla dimensione della cicatrice si può dedurre quella della lesione originale. Trattandosi per lo più di lesioni molto piccole, comunque, l’estensione conta meno che nei tumori grandi.

Per la tipizzazione dei fattori biologici si recuperano i vetrini del mammotome, su cui si valutano recettori per estrogeni e progesterone, HER2 e Ki-67.

Affidabilità e limiti

Di fronte a una core biopsy o a un mammotome la probabilità di falsi positivi è estremamente ridotta: maggiore per i noduli piccoli a margini mal definiti nella core biopsy, virtualmente assente per il mammotome.

Quando si documenta una neoplasia in situ, in circa il 20% dei casi sul campione da resezione sarà presente una componente infiltrante. Non costituisce un problema, perché le procedure del Linfonodo Sentinella vengono attuate anche in presenza di diagnosi di carcinoma intraduttale.

La diagnosi bioptica può quindi essere di lesione sicuramente invasiva, oppure di lesione in situ: in quest’ultimo caso, con la core biopsy non si può escludere una componente invasiva altrove, mentre con il mammotome si ha almeno la certezza che l’area demolita ne fosse priva.

🔗 Collegamenti