Categorie Diagnostiche B1-B5 e Grading su Biopsia
Sui campioni bioptici il grading si esegue con criteri simili a quelli usati per i campioni chirurgici, compresa la distinzione tra tumore in situ e invasivo. Disponendo di una quantità adeguata di tumore, la previsione di grading e l’istotipizzazione risultano molto affidabili rispetto al campione da resezione — a differenza di quanto avviene in citologia, dove erano stati introdotti sistemi di grading basati sulle sole caratteristiche del nucleo, ben documentabili, mentre quelle tissutali non lo sono.
Carcinoma duttale invasivo della mammella a crescita scirrosa su agobiopsia (core needle biopsy). Colorazione ematossilina-eosina. Fonte: Wikimedia Commons (No machine-readable author provided. KGH assumed (based on c, CC BY-SA 3.0).
Le cinque categorie B
Il loro uso è obbligatorio per tutte le strutture certificate EUSOMA.
- B1 — campione inadeguato/insufficiente o normale: parenchima mammario senza alterazioni strutturali significative. (La categoria citologica C1 definiva invece solo il campione inadeguato.)
- B2 — lesione benigna, non necessariamente neoplastica (adenosi sclerosante, cisti apocrina) oppure neoplasia senza carattere evolutivo (fibroadenoma).
- B3 — lesione a incerto potenziale evolutivo, non tipizzabile bene dal punto di vista della progressione neoplastica.
- B4 — sospetto maligno.
- B5 — diagnosi di malignità:
- B5a — lesioni in situ duttali, oppure lobulari in situ di grado più avanzato (LIN3);
- B5b — carcinoma invasivo e altre forme di malignità, come linfomi o tumore fillode maligno;
- B5c — non è possibile stabilire se il carcinoma sia in situ o invasivo.
Esempi di B3
Le lesioni papillari vengono tutte classificate B3 anche quando appaiono citologicamente o istologicamente benigne, perché non si può escludere una componente papillare con caratteristiche diverse, tale da collocarle in una categoria più avanzata. Se invece si osserva un carcinoma papillare in situ ben evidente, con chiari segni di malignità, la categoria è B5 e non B3.
Rientrano in B3 anche iperplasia duttale atipica, atipia epiteliale piatta, neoplasia lobulare in situ e iperplasia lobulare atipica: pur avendo caratteristiche di atipia che potrebbero configurare stadi più avanzati, sul campione bioptico il potenziale evolutivo non è definibile. In questo B3 differisce dalla categoria citologica C3, in cui rientrano di solito lesioni che tendono più probabilmente a essere benigne.
Esempi di B4
Sospetto carcinoma intraduttale, iperplasia duttale atipica o lesione in situ che non soddisfino tutti i criteri per la diagnosi di carcinoma. Questa categoria porta a programmare immediatamente l’intervento chirurgico per arrivare alla diagnosi definitiva.
Le diagnosi di sospetto devono essere il più infrequenti possibile: un loro eccesso può indicare una preparazione inadeguata del patologo.
Una corretta categorizzazione è essenziale, perché a una diagnosi B5 segue direttamente un intervento chirurgico terapeutico.
⚠️ Indicazioni del docente
Non si deve mai usare il termine “tessuto mammario” — e allo stesso modo “tessuto cerebrale”, “epatico”, “renale”. Gli unici tessuti esistenti sono epiteliale, connettivale, muscolare e nervoso: si parla invece di frammenti di organi cavi o parenchimatosi.
🔗 Collegamenti
- Biopsia Mammaria (Core Biopsy e Mammotome) — ⬆️ prelievo su cui si applica la categorizzazione
- Citologia Agoaspirativa della Mammella (FNAB) — 🔄 confronto tra categorie C e categorie B
- Grado (Grading) — 🔗 principi generali del grading