Tumore Filloide

A differenza del fibroadenoma, il tumore filloide (o fillode) predilige donne adulte di 40-50 anni. Come sono rari i tumori filloidi prima dei 30 anni, così lo sono i fibroadenomi oltre i 45-50: casi possibili, ma che rappresentano le code della distribuzione e vanno sempre valutati con grande attenzione.

Può colpire ogni regione della mammella, ma è solitamente unilaterale — mentre il fibroadenoma è frequentemente multifocale e bilaterale. È tipicamente di diametro >3 cm e può raggiungere dimensioni cospicue, persino 20-30 cm, soprattutto nelle forme maligne.

È più frequentemente sporadico, anche se talvolta si riscontra nella sindrome di Li-Fraumeni (mutazione germinale di TP53). È più frequente nelle popolazioni asiatica e ispanica.

Genetica

Presenta più alterazioni genetiche del fibroadenoma. La presenza di mutazioni di MED12 suggerisce che alcuni tumori filloidi possano derivare da fibroadenomi preesistenti, ma sono necessarie altre mutazioni: RARA, TERT, MLL2, TP53, RB1, PTEN. Il numero di mutazioni aumenta in funzione della malignità.

Soprattutto nelle forme maligne sono frequenti alterazioni genomiche come la perdita del 9p21 — che contiene il gene della ciclina D1 — la perdita del 13q e l’acquisizione dell’1q.

Istologia

Anche il tumore filloide deriva dal connettivo mantellare e ha le medesime caratteristiche costruttive generali del fibroadenoma: può perciò essere difficile differenziare i due tumori fibroepiteliali in biopsia, ed è necessario integrare l’aspetto istologico con altre informazioni, come l’età di insorgenza. Anche qui la componente neoplastica è quella stromale, mentre quella epiteliale è solo indotta.

La differenza sta nella cellularità stromale, più accentuata. Inoltre la componente stromale forma delle lingue, estroflessioni fogliacee, che crescono all’interno delle fessure determinate dallo stiramento della componente epiteliale: si hanno cioè spazi virtuali delimitati da nastri epiteliali al cui interno cresce lo stroma. È questa caratteristica, visibile anche macroscopicamente, a dare il nome al tumore (filloide, dal greco, fogliaceo).

Mentre il fibroadenoma ha aspetto compatto e omogeneo, il tumore filloide appare disomogeneo, con lacune dovute alle estroflessioni fogliacee che crescono negli spazi intra-canalicolari.

Classificazione

Su criteri istologici si distinguono forme benigne (65%), borderline (20%) e maligne (15%).

  • Benigni — si differenziano dai fibroadenomi solo per lo stroma più cellulato e per un leggero aumento delle mitosi. Margini di crescita espansivi, nessuna tendenza a recidivare.
  • Borderline — mitosi un po’ più numerose e margini un po’ infiltrativi, con gettoni tumorali che si infiltrano nel parenchima adiacente. Vanno perciò asportati con un certo margine di parenchima sano per evitare recidive. Non danno metastasi.
  • Maligni — componente mesenchimale con franchi caratteri di malignità, fino ad assumere l’aspetto di una qualunque neoplasia mesenchimale:
    • tipo omologo: proliferazione a cellule fusate simil-fibrosarcomatosa;
    • tipo eterologo: con differenziazioni normalmente assenti nella mammella — liposarcomatosa, angiosarcomatosa, rabdomiosarcomatosa, leiomiosarcomatosa, condrosarcomatosa, osteosarcomatosa.
    • I caratteri di malignità, quelli che tipizzano i sarcomi, sono cellularità particolarmente spinta, aumento delle mitosi e/o necrosi.

Recidive e metastasi

Le recidive locali riguardano soprattutto le forme borderline e maligne e in 1/3 dei casi sono di grado maggiore rispetto al tumore iniziale: un borderline può recidivare come maligno, un maligno di basso grado come maligno di alto grado.

Il tumore filloide maligno tende a deformare la mammella, e il rischio maggiore è la produzione di metastasi (2% dei filloidi maligni), che non sono linfonodali ma a distanza, soprattutto a osso e polmone, con aggravio prognostico.

La metastasi è quasi sempre esclusivamente stromale, ma poiché lo stroma può indurre differenziazione epiteliale, talvolta anche questa vi si riscontra.

➔ Più aumenta la malignità, più è ridotta la capacità di indurre differenziazione epiteliale e quindi minore è la componente epiteliale nella metastasi.

Il tumore filloide è riscontrabile anche nell’uomo, soprattutto nelle forme maligne o borderline.


(Integrazione da: sbobina 9 extra)

Presentazione e trattamento

Al momento della diagnosi i tumori filloidi sono spesso estesi, 4-5 cm.

Il trattamento abituale è l’escissione allargata, ma la mastectomia semplice può essere più appropriata se la massa è grande o se l’istologia mostra un cancro. In alcuni casi può essere raccomandata la radioterapia.

La prognosi è favorevole in assenza di metastasi, che sono generalmente polmonari.

⚠️ La dispensa riporta percentuali discordanti da quelle del docente: circa metà dei tumori filloidi sarebbe maligna (contro il 15% indicato sopra), rappresentando comunque meno dell’1% dei tumori della mammella; il 20-35% recidiverebbe localmente e il 10-20% delle pazienti svilupperebbe metastasi a distanza (contro il 2% indicato sopra). Restano valide come principali le percentuali del docente.

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