Screening Mammografico e Sovradiagnosi

Lo screening è un’indagine molto utile, ma nel carcinoma della mammella si associa a un aumentato rischio di sovradiagnosticare la patologia rispetto alla realtà clinica della popolazione.

Lo si deduce dal mancato miglioramento soddisfacente della mortalità: in Italia, negli ultimi vent’anni, il tasso standardizzato di mortalità per carcinoma mammario è passato da circa 45 casi/100.000 abitanti a 18-25 casi/100.000, nonostante tutti i casi diagnosticati vengano trattati.

Il motivo è probabilmente che la mammografia, strumento di prevenzione secondaria, non basta a intercettare il tumore in un tempo biologicamente utile, prima che si sia diffuso. Ne deriva una situazione di sovradiagnosi (length time bias), che porta a scoprire anche forme destinate a rimanere stabili e indolenti nel tempo — il meccanismo generale è trattato in Bias dello Screening Oncologico (Lead Time e Length Time).

Fenotipi intercettati dallo screening

  • Popolazione screenata: la maggior parte dei carcinomi è positiva per i recettori estro-progestinici, quindi ormono-sensibile; le forme aggressive (HER2+ e tripli negativi) sono nell’insieme meno del 30%.
  • Popolazione non screenata: i casi ormono-responsivi scendono dal 70 al 40%, mentre i non responsivi salgono al 35% per i tripli negativi e al 25% per gli HER2+.

➔ Lo screening fa vedere solo i tumori con lunga fase preclinica; per i tumori biologicamente aggressivi la probabilità che la mammografia ne intercetti la fase preclinica è molto ridotta.

Prospettive

Il problema è rilevante: servono strumenti di screening sufficientemente sensibili e specifici da diagnosticare precocemente anche le malattie aggressive. I dati biologici non sono confortanti — i tumori tripli negativi danno precocemente metastasi a distanza (ossee, polmonari e cerebrali), il che rende poco elevata la probabilità di intercettarli in tempo utile.

La condizione ideale, cioè identificare le cellule in fase pre-invasiva, si realizza nel pap test, ma nella mammella non è possibile. Affiancando alla mammografia saggi biochimici sul sangue (Biopsia Liquida) si potrà forse migliorare l’accuratezza diagnostica.

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