Diagnosi Citologica dei Tumori Uroteliali
Citologia urinaria (Pap, 400x): grave atipia uroteliale (carcinoma uroteliale). Fonte: Wikimedia Commons (myself ( Alex_brollo ), CC BY-SA 3.0).
Quando la citologia è produttiva
- Quando si ha un’elevata quantità di cellule.
- Quando c’è atipia delle cellule, cioè quando si discostano dalle cellule uroteliali normali o da cellule uroteliali normali ma più irregolari (come accade quando aumenta il ricambio dell’urotelio, per esempio in presenza di infiammazione).
La quantità di cellule che esfoliano è funzione della ridotta adesione intercellulare e quindi del grado di differenziazione della neoplasia.
Atipie reattive e rigenerative
Tutte le infiammazioni, qualunque sia la loro eziologia, si associano ad aumentato ricambio cellulare e quindi a maggior esfoliazione. Queste cellule, sottoposte a una pressione proliferativa maggiore, presentano caratteri di minor maturità: in particolare si riduce il numero delle cellule ad ombrello, che nell’urina normale sono le uniche cellule uroteliali riscontrabili.
Nelle cistiti, soprattutto se associate a flogosi severe o a lesioni ulcerative, possono comparire atipie definite reattive o rigenerative, legate non tanto alla variazione del rapporto nucleo/citoplasma quanto alla variazione delle caratteristiche del nucleo. Le cellule reattive non presentano ipercromasia dei nuclei, mentre le cellule neoplastiche sì. Il rapporto nucleo/citoplasma, essendo funzione del grado di differenziazione, può però essere conservato nei carcinomi uroteliali di basso grado.
Resa diagnostica per istotipo
- PUN-LMP → probabilità molto bassa: le cellule hanno poche atipie e ridotta attitudine a esfoliare. Si possono identificare cellule come “atipie uroteliali”, che fanno sospettare un processo patologico e giustificano cistoscopia o altro approfondimento. La diagnosi di PUN-LMP, rispetto al carcinoma papillare di basso grado, è solo istologica.
- Carcinoma uroteliale papillare di basso grado → probabilità ridotta, benché maggiore che nel PUN-LMP: le cellule sono ancora ben differenziate, ma i nuclei cominciano a diventare ipercromatici e l’esfoliazione aumenta; si può ipotizzare un carcinoma per atipie più consistenti.
- Carcinoma uroteliale papillare di alto grado → facile: atipie importanti ed esfoliazione massiva. In questo caso la diagnosi è citologica.
- Displasia uroteliale → non diagnosticabile citologicamente.
- CIS → non diagnosticabile citologicamente, se non nei casi in cui si associa al riscontro di cellule marcatamente atipiche nelle urine; sono però poche, perché l’estensione del CIS è ridotta e occupa sempre aree limitate. È comunque possibile ipotizzare una diagnosi citologica di CIS primario, perché, pur non vedendo una lesione papillare, nelle urine si trovano cellule anaplastiche ad alta malignità esfoliate.
⚠️ Indicazioni del docente
Quando non si trovano caratteristiche che permettano di identificare varianti specifiche, se ne descrivono le caratteristiche generali (per esempio: infiltrante la tunica muscolare e associato a carcinoma in situ primario), specificando l’eventuale differenziazione squamosa o ghiandolare, che definisce la plasticità evolutiva dell’urotelio. Altrimenti si utilizza la terminologia specifica delle varianti istologiche di carcinoma uroteliale, prognosticamente peggiori.
🔗 Collegamenti
- Urotelio (Istologia ed Esfoliazione) — ⬆️ base dell’esfoliazione fisiologica e patologica
- Esame Citologico — 🔬 tecnica di riferimento
- Diagnosi dei Tumori Vescicali — 📋 collocazione nell’iter diagnostico
- Carcinoma in Situ Uroteliale (CIS) — 🔬 limiti della citologia
- Carcinoma Uroteliale Papillare di Alto Grado (HG-PUC) — 🔬 istotipo a maggior resa citologica