Urotelio (Istologia ed Esfoliazione)

Urotelio benigno con grandi cellule superficiali (cellule a ombrello lievemente atipiche benigne). Fonte: Wikimedia Commons (Nephron, CC BY-SA 3.0).

Struttura

L’urotelio è un epitelio pluristratificato formato da un numero variabile di strati (5-7). La porzione più superficiale è costituita dalle cellule ad ombrello, che ricoprono le cellule sottostanti; l’eccesso di epitelio permette l’adattamento durante la distensione della vescica. Le cellule deputate alla rigenerazione si trovano nella parte basale, mentre le cellule ad ombrello sono quelle che esfoliano.

Citocheratina 20 (CK20)

Nell’urotelio normale l’immunocolorazione per la citocheratina 20 marca esclusivamente le cellule ad ombrello. È un criterio diagnostico utile per distinguere le diverse categorie di tumori uroteliali: nel Papilloma Uroteliale la distribuzione resta quella dell’urotelio normale, mentre nel PUN-LMP, nel LG-PUC e nella Displasia Uroteliale la positività si estende progressivamente agli strati sottostanti.

Esfoliazione

Fisiologicamente esiste un’esfoliazione continua: all’esame citologico delle urine normali si trovano poche cellule uroteliali esfoliate, con caratteristiche di cellule ad ombrello.

Nelle neoplasie si verificano una riduzione della differenziazione/maturazione delle cellule e un aumento dell’esfoliazione, perché le cellule restano meno adese le une alle altre e si ritrovano più facilmente nelle urine. La quantità di cellule esfoliate è funzione della ridotta adesione intercellulare e quindi del grado di differenziazione della neoplasia.


(Integrazione da: sbobina 6 extra)

Esfoliazione nelle flogosi

L’aumento dell’esfoliazione non è esclusivo delle neoplasie. Anche le patologie infiammatorie si caratterizzano per un aumento del ricambio cellulare, cui conseguono una maggiore esfoliazione e la comparsa di caratteri di minor maturità come esito della pressione proliferativa, in particolare con riduzione del numero delle cellule a ombrello.

Ne deriva che il quadro citologico urinario di una flogosi può avvicinarsi a quello neoplastico: la distinzione si gioca sulle atipie reattive o rigenerative, che non comportano ipercromasia nucleare, a differenza delle lesioni neoplastiche (dettaglio in Cistite (Eziologia, Morfologia e Forme Particolari)).

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