Carcinogenesi Uroteliale (Papillare vs Non Papillare)
La carcinogenesi papillare è profondamente diversa da quella non papillare perché diversi sono i meccanismi molecolari coinvolti: il tipo di alterazione molecolare e la sua gravità influenzano completamente lo sviluppo e il tipo di tumore che ne deriva.
Istopatologia di carcinoma uroteliale papillare che invade il muscolo detrusore (stadio pT2). Colorazione EE. Fonte: Wikimedia Commons (Mikael Häggström , M.D. Author info - Reusing images - Confl, CC0).
Due modelli di lesione
- Tumori che evolvono attraverso lesioni intermedie.
- Tumori che nascono direttamente, senza interposizione di lesioni intermedie, e che per definizione sono sempre scarsamente differenziati.
Nel carcinoma uroteliale papillare è come se le cellule decidessero di proliferare formando estroflessioni, con scarsa attitudine a penetrare nel connettivo sottoepiteliale.
Le alterazioni molecolari sono ricorrenti — si ritrovano in tumori differenti che esitano in modelli simili, per esempio p53 e Rb — e conducono al processo di cancerogenesi de novo, in cui la cellula preneoplastica subisce un’immediata trasformazione neoplastica che dà origine subito a un tumore con caratteristiche invasive. Il risultato finale è un tumore di alto grado (si scrive “alto grado”, non G1/G2/G3/G4). Modelli simili esistono nella mammella, nell’endometrio, nella tuba ovarica, nel SNC.
La teoria dell’evoluzione lineare non riassume tutti i modelli di formazione dei tumori: i tumori più aggressivi sono più propensi a originare con meccanismi di cancerogenesi de novo, senza lesioni intermedie. Il CIS secondario è la fase immediatamente antecedente di un carcinoma uroteliale papillare di alto grado.
La cellula d’origine
L’urotelio è formato da cellule basali al cui interno si trovano i precursori in grado di differenziarsi nel resto delle cellule uroteliali. Il precursore localizzato basalmente si differenzia in modo diverso a seconda del tipo di alterazione genetica, che avviene stocasticamente ed è legata al fattore di rischio.
- Non è un caso che i peggiori tumori della vescica si trovino nei forti fumatori: il fumo evoca danni importanti al DNA che attivano meccanismi di cancerogenesi in cui la cellula attua un blocco maturativo precoce, originando cellule poco differenziate che fin dall’inizio hanno alto grado di malignità (da qui derivano i carcinomi, tutti con meccanismi molecolari simili).
- Nei tumori papillari il meccanismo molecolare fa sì che il blocco proliferativo sia procrastinato: la cellula neoplastica si differenzia a dare l’urotelio e porta alla formazione del carcinoma papillare, che cresce nel lume.
➔ È il meccanismo molecolare presente dall’inizio a influenzare tutte le fasi della cancerogenesi.
🔗 Collegamenti
- Alterazioni Molecolari dei Tumori Uroteliali — ⬇️ geni coinvolti nei due percorsi
- Modelli di Carcinogenesi Basal-like e Luminal-like — 🔗 formalizzazione dei due modelli
- Tumori delle Vie Urinarie (Epidemiologia ed Eziopatogenesi) — ⬆️ fumo e altri fattori di rischio
- Carcinoma in Situ Uroteliale (CIS) — 🔗 carcinogenesi de novo (forma primaria)
- Urotelio (Istologia ed Esfoliazione) — ⬆️ precursori dello strato basale