Carcinoma in Situ Uroteliale (CIS)
Definizione
Per definizione è una forma di UIN di alto grado non papillare (la forma di alto grado papillare è invece l’HG-PUC). È difficile da identificare in endoscopia perché non porta alla formazione di papille.
Aspetto macroscopico e campionamento
A volte la superficie sede di CIS, come quella della displasia, appare come una zona di arrossamento: lesioni limitate, di pochi millimetri, con superficie iperemica o finemente vellutata, che vengono biopsiate durante la cistoscopia.
Quando questa valutazione non è possibile, la biopsia deve comprendere la mappatura vescicale — più prelievi in tutte le parti della vescica: meati ureterali, base, pareti laterali, parete posteriore e superiore — per intercettare le zone apparentemente normali sede di lesioni piane displastiche o tumorali.
Forme primaria e secondaria
- CIS primario: non si associa a tumore uroteliale papillare, rappresenta quindi una forma di alto grado di carcinogenesi de novo con prognosi negativa. È ad alto rischio di sviluppare un carcinoma uroteliale invasivo non papillare ad alta malignità: il rischio di progressione è del 70%. In passato bastava una diagnosi di CIS per procedere a cistectomia (come in passato bastava una displasia gastrica per una gastrectomia, mentre oggi le displasie gastriche si trattano in modo conservativo: follow-up endoscopico nelle forme di basso grado, mucosectomia in quelle di alto grado). L’incidenza è superiore nei soggetti adulti/anziani, nei quali la diagnosi preoperatoria/prebioptica è estremamente difficile.
- CIS secondario: forma associata a tumori uroteliali papillari (come le displasie secondarie), rappresenta un marcatore di progressione verso l’invasività del carcinoma uroteliale papillare. Il CIS secondario è la fase immediatamente antecedente di un carcinoma uroteliale papillare di alto grado.
Distinguere le due forme è importante perché cambia la prognosi e l’aspettativa di vita: la propensione a dare origine a un tumore invasivo (progressione a T1) è maggiore nel CIS primario. Considerando le categorie T1 sottoposte a rischio di cistectomia le differenze non cambiano, mentre cambiano se si considera il CIS associato all’invasione della tunica muscolare (progressione a T2, che implica la cistectomia) → i tumori derivati da CIS primario sono maggiormente aggressivi.

Anche un carcinoma uroteliale papillare invasivo può arrivare alla tunica muscolare e richiedere una cistectomia, ma la prognosi in quel caso è immensamente migliore rispetto a quella del tumore muscolo-invasivo nato dal CIS.
Pagetizzazione
Un tempo si parlava di CIS quando tutti gli strati erano occupati da cellule atipiche. Oggi la diagnosi si basa sulle atipie delle singole cellule, perché si è visto che le cellule del CIS hanno la capacità di dare una propagazione pagetoide nell’urotelio normale non neoplastico adiacente (propagazione subepiteliale per contiguità tra membrana basale e cellule epiteliali sovrastanti).
Quando in un urotelio normale si riscontrano cellule fortemente atipiche si parla di pagetizzazione di CIS. Non è quindi necessario che tutto lo spessore dell’epitelio sia occupato da cellule atipiche: ne bastano poche. La pagetizzazione caratterizza sia il CIS primario sia il secondario e manca nella displasia uroteliale.
Terapia
Il CIS si tratta con immunoterapia con BCG.
🔗 Collegamenti
- Lesioni Uroteliali Piane (Neoplasia Intra-uroteliale, UIN) — 📋 categoria di appartenenza
- Displasia Uroteliale — ⬆️ la forma primaria può progredire a CIS primario
- Carcinoma Uroteliale Non Papillare Invasivo (e Varianti) — ➡️ evoluzione invasiva precoce
- Effetto di Campo e Multifocalità dei Tumori Uroteliali — 🔗 base della necessità di mappatura e follow-up
- Terapia dei Tumori Vescicali — 💊 immunoterapia con BCG
- Stadiazione TNM dei Tumori Vescicali — 🔗 corrisponde alla categoria Tis (stadio 0is)