Tumori delle Vie Urinarie (Epidemiologia ed Eziopatogenesi)

Carcinoma uroteliale di alto grado alla citologia urinaria (ThinPrep, Pap) in una donna anziana con ematuria macroscopica di nuova insorgenza. Fonte: Wikimedia Commons (Ed Uthman from Houston, TX, USA, CC BY 2.0).

Ambito anatomico

Per “vie urinarie” si intendono tutte le strutture dalle cavità calico-pieliche fino all’uretra. Nella maggior parte dei casi però i tumori si concentrano a livello della vescica, tanto che vige l’assioma di considerare i tumori delle vie urinarie coincidenti con i tumori vescicali. Le ragioni sono due:

  1. L’estensione del rivestimento uroteliale della vescica è maggiore di quella di tutto il resto delle vie urinarie messe assieme.
  2. Fattori biologici legati alla persistenza dell’urina in vescica per un numero variabile di ore al giorno: le sostanze coinvolte nella carcinogenesi uroteliale agiscono più a lungo a livello vescicale che nelle altre sedi, dove il passaggio dell’urina è solo transitorio.

Epidemiologia

  • Incidenza: 20 casi/100.000 abitanti/anno → sono i tumori urogenitali più frequenti.
  • Sesso: tipici del sesso maschile, anche se per modificazione dei fattori di rischio si stanno spostando sempre più verso il sesso femminile.
  • Mortalità: circa 3.000 morti l’anno, un numero non elevatissimo se paragonato alla mortalità per tumore in generale.
  • Età: insorgenza tipica oltre i 60 anni; esistono tuttavia tumori vescicali tipici dell’età pediatrica. L’età di insorgenza si sta abbassando, probabilmente per l’aumentata esposizione ai fattori di rischio.

Eziopatogenesi

La genesi è multifattoriale.

  • Fattori professionali: amine aromatiche, idrocarburi aromatici policiclici, coloranti all’anilina, o-toluidina, benzidina, fenacetina, ciclammati, saccarina, nitrosamina, derivati del triptofano. Sono sostanze impiegate in attività industriali come la raffinazione del petrolio e l’industria dei coloranti. Dopo la scoperta della loro tossicità le condizioni lavorative sono migliorate e le forme da esposizione professionale si stanno progressivamente riducendo: si osservano ancora soltanto in soggetti di 70-80 anni con un trascorso di esposizione nei decenni precedenti.
  • Fumo: fattore di rischio importante.
  • Infezioni batteriche croniche: possono avere un ruolo nei soggetti immunodepressi.
  • Lesioni virali: ad esempio papillomi vescicali correlati all’esposizione ad HPV.

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