Papilloma Uroteliale

Papilloma uroteliale: strutture papillari ramificate complesse, urotelio di spessore normale senza atipie citologiche. Colorazione EE. Fonte: Wikimedia Commons (CoRus13, CC0).

Definizione

Il termine “papilloma” è spesso usato per generalizzare i tumori uroteliali che si presentano con papille. In realtà indica soltanto una neoplasia molto rara, tipica dei giovani e forma più frequente di tumore papillare dell’età pediatrica. Si presenta tipicamente come lesione singola.

È una neoplasia formata da un asse fibro-vascolare rivestito da urotelio virtualmente normale: il numero degli strati non è aumentato ed è conservata l’intera gamma differenziativa delle cellule uroteliali, per cui non si trova attività mitotica, esattamente come in un urotelio normale.

Immunoistochimica

La citocheratina 20 si ritrova solo nelle cellule ad ombrello, come nell’urotelio normale: è il criterio che permette di distinguere il papilloma dalle categorie successive.

La definizione di papilloma deve essere la più restrittiva possibile.

Papilloma invertito

Qualche volta il papilloma non cresce a formare un’estroflessione papillare, ma si sviluppa nella direzione opposta, verso il connettivo sotto-epiteliale: è il papilloma invertito. Non cambiano né l’aspetto diagnostico né quello prognostico: resta un tumore non destinato a progredire.

Recidiva

La recidiva è eccezionale. ⚠️ Quando un papilloma recidiva, non è più un papilloma ma appartiene probabilmente alla categoria successiva, il PUN-LMP.

⚠️ Indicazioni del docente

Come si fa a diagnosticare un papilloma in un giovane asintomatico? Il riscontro è casuale, perché la lesione non si vede: nessuno esegue una cistoscopia o un esame citologico delle urine a un bambino. La manifestazione è l’ematuria (non la microematuria, non evidenziabile) quando il papilloma si rompe; da lì inizia l’iter che porta a cistoscopia, asportazione e diagnosi. Le neoplasie uroteliali sono rare in epoca infantile. A livello vescicale nei bambini sono più frequenti altre neoplasie, come i rabdomiosarcomi botrioidi con macroematuria, che sono però malattie completamente diverse, molto aggressive e con trattamenti ben diversi.

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