Caratteristiche Cliniche del Diabete

Panoramica dei principali sintomi possibili del diabete. Fonte: Wikimedia Commons (Mikael Häggström, Public domain).

Esordio e decorso

Il diabete di tipo 1 può comparire a qualunque età (non solo <18 anni). Nei primi 1-2 anni dopo l’esordio conclamato la richiesta di insulina esogena può essere minima, per la persistente secrezione endogena residua (periodo della “luna di miele”); successivamente la riserva β si esaurisce e la richiesta aumenta drasticamente. La transizione dalla ridotta tolleranza al glucosio al diabete conclamato può essere brutale, spesso annunciata da un evento che aumenta la richiesta di insulina (es. un’infezione).

I pazienti con tipo 2 hanno di norma più di 40 anni e sono spesso obesi, ma l’esordio in bambini e adolescenti è in aumento. La diagnosi è spesso fatta su un esame di routine in pazienti asintomatici (talvolta per debolezza, vertigini o visione sfocata); si raccomanda un test del glucosio di routine a tutti gli over 45.

La classica triade

L’esordio del tipo 1 è caratterizzato dalla triade POLIURIA, POLIDIPSIA, POLIFAGIA e, se grave, chetoacidosi — tutti effetti secondari delle alterazioni metaboliche.

Essendo l’insulina il principale ormone anabolico, il suo deficit provoca uno stato catabolico che interessa glucosio, grassi e proteine; vi contribuisce la secrezione incontrastata di ormoni antagonisti (glucagone, GH, adrenalina):

  • L’assorbimento del glucosio nei tessuti muscolare e adiposo è bloccato; cessa l’accumulo di glicogeno epatico e muscolare e le riserve sono deplete dall’aumento della glicogenolisi.
  • L’iperglicemia supera la soglia renale di riassorbimento → glicosuria → diuresi osmotica → poliuria (grave perdita di acqua ed elettroliti).
  • La perdita renale di acqua e l’iperosmolarità impoveriscono l’acqua intracellulare, stimolando gli osmorecettori dei centri della sete → polidipsia.
  • Il catabolismo di proteine e grassi: la proteolisi fornisce amminoacidi gluconeogenici al fegato; il bilancio energetico negativo produce aumento dell’appetito → polifagia.

Nonostante l’aumento dell’appetito prevale l’effetto catabolico, con calo ponderale e astenia muscolare. La combinazione paradossa di polifagia e calo ponderale deve sempre far sospettare il diabete.

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