Complicanze Metaboliche Acute del Diabete

Chetoacidosi diabetica (DKA)

Grave complicanza metabolica soprattutto del tipo 1, ma possibile anche nel tipo 2 (meno frequente e marcata). Il fattore precipitante più comune è il mancato assorbimento dell’insulina; altre cause sono stress come infezioni intercorrenti, malattie, traumi e certi farmaci (associati al rilascio di adrenalina, che blocca l’attività insulinica residua e stimola il rilascio di glucagone).

Il deficit di insulina + eccesso di glucagone riducono l’utilizzo periferico del glucosio e potenziano la gluconeogenesi → peggioramento dell’iperglicemia (250-600 mg/dL) → diuresi osmotica → disidratazione.

L’altro effetto del deficit di insulina è l’attivazione del meccanismo chetogenico: la carenza insulinica stimola la lipasi lipoproteica → degradazione delle riserve adipose → aumento degli acidi grassi liberi, che al fegato sono esterificati ad acil-coenzima-A; la loro ossidazione mitocondriale produce corpi chetonici (acido acetoacetico e acido β-idrossibutirrico). Quando la velocità di formazione supera l’utilizzo periferico si ha chetonemia e chetonuria; se l’escrezione urinaria è compromessa dalla disidratazione, ne risulta una chetoacidosi metabolica sistemica (aggravata dagli amminoacidi chetogenici del catabolismo proteico).

Manifestazioni cliniche: affaticamento, nausea e vomito, dolori addominali acuti, caratteristico odore fruttato, respirazione affannosa e profonda (respiro di Kussmaul); la persistenza porta a perdita di coscienza e coma. La terapia richiede di somministrare insulina, correggere l’acidosi metabolica e curare i fattori precipitanti.

Nel tipo 2 la chetoacidosi è meno frequente, probabilmente per i maggiori livelli di insulina nel sangue portale, che impediscono l’incontrollata ossidazione epatica degli acidi grassi.

Sindrome iperosmolare iperosmotica (HHS)

Tipica del tipo 2, è dovuta a una grave disidratazione da diuresi osmotica prolungata (soprattutto in pazienti anziani debilitati che non bevono abbastanza). L’assenza di chetoacidosi e dei suoi sintomi (nausea, vomito, respiro di Kussmaul) ritarda l’intervento medico fino a grave disidratazione e danni cerebrali. L’iperglicemia è di norma più grave che nella chetoacidosi (600-1200 mg/dL).

Ipoglicemia

Paradossalmente è la complicanza metabolica acuta più frequente in entrambi i tipi di diabete (per salto di un pasto, eccessivo sforzo fisico, eccesso di insulina o fase di regolazione del dosaggio degli antidiabetici). Manifestazioni: capogiro, confusione, sudorazione, palpitazioni e tachicardia; se persiste, perdita di coscienza. Va combattuta con l’assunzione di glucosio per via orale o endovenosa, per evitare danni neurologici permanenti.

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