Cellule Tumorali Circolanti

Le cellule tumorali circolanti (CTC) sono cellule neoplastiche presenti nel circolo ematico, uno dei bersagli della Biopsia Liquida. La loro esistenza è una nozione antica (1869, patologo Ashworth): originano dalla capacità delle cellule neoplastiche di intravasare ed extravasare ripetutamente dai vasi sanguigni, venendo così veicolate nel flusso ematico. Pur parlando per semplicità di cellule epiteliali, possono derivare da neoplasie mesenchimali, melanomi o malattie linfoproliferative; le cellule epiteliali attivano meccanismi di transizione epitelio-mesenchimale che ne aumentano motilità e capacità di penetrare le pareti vasali.

Terminologia

Il termine attuale è “cellula tumorale circolante”. In passato si usavano “micrometastasi” o “cellule micro-metastatiche”, termini abbandonati perché concettualmente errati: presupponevano l’esito metastatico, mentre il destino di queste cellule è ignoto (quante attecchiranno come metastasi, quante resteranno circolanti, quante saranno distrutte dal sistema immunitario).

Significato clinico

  • Marcatore prognostico: in vari carcinomi (mammella, colon-retto, prostata) il quantitativo di CTC separa pazienti a prognosi favorevole (poche cellule) da pazienti a prognosi sfavorevole (molte). Il cut-off non è univoco: varia da tumore a tumore e da studio a studio.
  • Malattia minima residua: l’identificazione di CTC (su midollo o sangue) valuta la componente residua dopo chemioterapia, da anni nelle malattie linfoproliferative, anche come surrogato di risposta alla terapia.

Difficoltà di identificazione

Le CTC sono molto diluite: 1–10 cellule per mL di sangue periferico, contro un numero enormemente maggiore di altri elementi (eritrociti, piastrine, leucociti, cellule CD4+, staminali). Servono perciò sistemi estremamente sensibili.

Utilizzo sperimentale

Essendo cellule integre nelle componenti citoplasmatiche e nucleari, vi si può studiare qualunque materiale (DNA, mRNA, mi-RNA, RNA a lunga catena, proteine). Possono essere isolate e trasferite in colture (linee cellulari) o in xenograft (animali immunologicamente nulli) per riprodurre tumori con caratteristiche del tumore di origine.

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