Ciclo Mestruale e Datazione dell’Endometrio

Il ciclo mestruale, convenzionalmente di 28 giorni, si suddivide in:

  • periodo mestruale, della durata media di 5 giorni;
  • fase proliferativa (estrogenica), con maturazione del follicolo — primario → secondario → di Graaf → maturo — grazie alla stimolazione dell’FSH; il picco di LH induce l’ovulazione e la successiva trasformazione del follicolo in corpo luteo;
  • fase progestinica o secretiva, in cui la produzione di progesterone induce cambiamenti significativi nella morfologia dell’endometrio.

Datazione dell’endometrio

Conoscendo le modificazioni endometriali è possibile datare l’endometrio al singolo giorno. Non si fa una media delle modificazioni: si considera la fase più avanzata secondo la cronologia dei cambiamenti.

Parametri considerati:

  • mitosi a livello delle ghiandole e dello stroma;
  • pseudostratificazione dei nuclei: nuclei disposti ad altezze variabili, a palizzata irregolare;
  • vacuoli subnucleari;
  • secrezioni nel lume ghiandolare;
  • edema dello stroma;
  • infiltrazione leucocitaria, che segna l’inizio dello sfaldamento;
  • reazione pseudo-deciduale (la vera decidualizzazione si ha solo in gravidanza).

La diagnosi di ovulazione è molto importante nella patologia della fertilità: l’ovulazione è segnata a livello endometriale dalla comparsa delle vacuolizzazioni subnucleari, che precedono di 12-24 ore l’effettiva trasformazione del follicolo in corpo luteo.

Fase proliferativa

Dominata dalla proliferazione delle cellule stimolate dagli estrogeni, con attività mitotica massiva sia nelle ghiandole sia nello stroma citogeno. Le ghiandole sono piccole e con molte mitosi.

L’ovulazione comporta il picco di progesterone, che ha effetto anti-estrogenico e blocca l’attività mitotica di ghiandole e stroma. La vacuolizzazione subnucleare — vacuoli ricchi di glicogeno al di sotto del nucleo — è la caratteristica saliente dell’avvenuta ovulazione ed è l’indice più precoce, comparendo 24-48 ore dopo la trasformazione del follicolo di Graaf in corpo luteo.

Fase secretiva

Caratterizzata dalla secrezione ghiandolare, fondamentale in caso di impianto: il nutrimento dell’embrione nella prima fase è garantito per diffusione dall’endometrio, prima che si sviluppi la circolazione placentare.

La secrezione ghiandolare e l’edema dello stroma comportano un notevole aumento di spessore dell’endometrio (nell’ordine di millimetri), soprattutto nelle giovani donne. Quando l’edema stromale è molto marcato si formano proiezioni polipoidi che rendono irregolare la superficie: può generare false interpretazioni di patologia, mentre è un evento del tutto fisiologico, tipico dopo una gravidanza.

⚠️ L’aumento di spessore è dovuto soprattutto all’edema stromale, non a un aumento numerico delle cellule ghiandolari — il loro numero è stato definito durante la fase proliferativa.

Il brusco calo estrogenico secondario all’ovulazione fa sì che ghiandole e stroma citogeno siano virtualmente privi di mitosi: è questo che consente di datare con precisione il cambio radicale avvenuto.

Le ghiandole assumono l’aspetto “a elastico allentato”, con profili sinuosi legati alle modificazioni della cinetica ghiandolare: sono cellule ipermature che accumulano secreto nel lume, quadro caratteristico della porzione intermedia della fase secretiva.

La reazione pseudo-deciduale dello stroma caratterizza la fase tardiva, dalla 22ª-23ª giornata, e rappresenta un’ulteriore fonte di nutrimento per l’embrione eventualmente impiantato. Nella vera decidua gravidica le cellule dello stroma citogeno si trasformano in cellule deciduali, con abbondante citoplasma.

Fase finale e mestruazione

In assenza di gravidanza compare l’infiltrazione leucocitaria che, insieme alla contrazione e chiusura delle arteriole spirali, determina modificazioni ischemiche: è la base fisiopatologica del distacco dell’endometrio, cioè della mestruazione.

Nell’endometrio mestruale si osserva lo sfaldamento; vengono inoltre rilasciate sostanze che determinano la contrazione del miometrio e la chiusura delle arteriole spirali, così da bloccare il flusso ed evitare un’emorragia eccessiva.

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