Biopsia Endometriale (VABRA e Isteroscopia)

La diagnosi di patologia endometriale non è su base citologica: il Pap test non serve, perché in condizioni normali le cellule endometriali non si sfaldano abbastanza da comparire nel prelievo. Serve un approccio istologico con biopsia tissutale.

Il problema è l’accesso: a differenza della cervice, l’endometrio non è facilmente raggiungibile dall’esterno, e il grosso ostacolo è il canale cervicale, un sottile pertugio che non si presta a essere penetrato da qualunque strumento.

Il metodo storico: D&C

In passato si usava la D&C (dilation and curettage), il “raschiamento endometriale”: in anestesia generale si dilatava il collo dell’utero — procedura estremamente dolorosa — si entrava con un isteroscopio e si abradeva brutalmente la superficie endometriale.

Le due tecniche attuali

  • VABRA (vacuum aspiration biopsy random assay), o pipelle: lo strumento è una sottile cannuccia collegata a un sistema di aspirazione, abbastanza sottile da entrare nel collo cervicale senza eccessivo patimento. È ambulatoriale, non richiede anestesia, ma dà un prelievo non a bersaglio (random). Si usa quando tutto l’endometrio è alterato e non serve bersagliarne una parte: sospetto di patologia disfunzionale, sanguinamento disfunzionale o AUB nella donna in postmenopausa.
  • Isteroscopia: consente un prelievo mirato. Richiede la dilatazione del collo dell’utero e quindi l’anestesia (oggi spinale o locale). Si usa nella patologia focale, per esempio un polipo endometriale.

Quando eseguire il prelievo

  • 2 giorni dopo la presunta ovulazione → per la diagnosi di ovulazione (pratica frequente nella sterilità di coppia) o per documentare l’inadeguata fase proliferativa (in 16ª giornata si trova un endometrio di 5ª-7ª giornata). La temperatura basale è uno strumento indiretto; la certezza dell’avvenuta ovulazione la dà solo il patologo, documentando le vacuolizzazioni subnucleari, che compaiono 24-48 ore dopo l’ovulazione.
  • 2 giorni prima della data della mestruazione → per documentare l’inadeguata fase secretiva (in 24ª-26ª giornata un endometrio con vacuolizzazioni basali o accenno di secrezione, cioè di 5-7 giorni prima) o l’irregular shedding. Nelle pazienti anovulatorie, non potendo identificare il momento dell’ovulazione, ci si regola su questa data o sull’inizio della mestruazione.
  • Da 7 a 10 giorni dopo l’inizio della mestruazione → per l’irregular shedding: in condizioni normali non ci dovrebbe più essere mestruazione, mentre qui c’è ipermenorrea.
  • In qualunque fase, se non c’è un vero flusso mestruale → si documenta (1) la completa assenza di cambiamenti secretivi e (2) la presenza di cambiamenti proliferativi, che possono essere anche quelli dell’iperplasia endometriale.

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