Polipi Endometriali

Tumori endometriali con doppia componente epiteliale e mesenchimale. Possono svilupparsi sia in donne in menopausa sia in premenopausa. Sono considerati vere neoplasie — a differenza del polipo endocervicale, che è espressione di flogosi cronica.

Le due componenti

  • Componente mesenchimale → è la componente neoplastica, con alterazioni cromosomiche;
  • Componente epiteliale → è iperplastica: le ghiandole del polipo presentano aumentati livelli di recettori estrogenici e ridotti livelli di recettori progestinici, con conseguente stimolo alla proliferazione.

➔ La componente neoplastica vera e propria è quindi solo quella mesenchimale.

Sia nelle cellule epiteliali sia in quelle stromali si trovano aumentati livelli di Bcl-2, con ridotto stimolo apoptotico e aumentato stimolo proliferativo: la conseguenza è proprio la formazione del polipo.

I tre tipi

Polipo iperplastico

Frequente, presenta il tipico aspetto “a groviera” perché le cellule epiteliali vanno incontro a dilatazione cistica. Può essere polipoide oppure sessile, con base d’impianto molto ampia.

Talvolta la componente epiteliale, per la stimolazione dei recettori estrogenici, sviluppa iperplasia atipica. In questo caso le decisioni cliniche dipendono dall’età e dal desiderio di gravidanze: nelle donne in peri- o postmenopausa si predilige l’isterectomia, nelle donne in età fertile l’asportazione del polipo seguita da somministrazione di progesterone, per fermare la spinta proliferativa sulle ghiandole.

Polipo atrofico

Tipico delle donne in postmenopausa: le ghiandole vanno incontro ad appiattimento e atrofia. Probabilmente derivano da polipi iperplastici del periodo fertile, andati incontro a blocco proliferativo con la menopausa.

Polipo funzionale

Le ghiandole vanno incontro alle fisiologiche alterazioni del ciclo mestruale: a seconda di quando avviene il prelievo si riconoscono modificazioni secretive o proliferative, coerenti con quelle del resto dell’endometrio. Sono piuttosto rari.

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