Iperplasia Endometriale

Aumento quantitativo numerico delle ghiandole endometriali, che mantengono caratteristiche di tipo proliferativo — non secretivo, perché la causa è l’iperstimolazione estrogenica.

Gli estrogeni hanno un ruolo pro-mitogenico sia sullo stroma citogeno sia sulle ghiandole: quando l’endometrio è stimolato in modo cronico o protratto, le ghiandole aumentano di numero e vanno incontro anche ad aumento dimensionale.

Morfologia progressiva

  1. Le ghiandole vanno incontro a dilatazioni cistiche, una delle caratteristiche iniziali dell’iperplasia.
  2. Aumentando di numero, le ghiandole si avvicinano le une alle altre, con sempre meno stroma citogeno interposto.
  3. Le ghiandole diventano ancora più ravvicinate e compaiono le atipie citologiche, tipiche dell’iperplasia atipica e assenti nell’iperplasia tipica.

L’iperplasia è una patologia che coinvolge tutto l’endometrio: anche quando una neoplasia ne ha sostituito una parte, spesso si trovano ancora larghe zone di endometrio occupate dall’iperplasia.

Classificazione: conta l’atipia

Un tempo si distingueva in semplice e complessa, in base alla quantità di ghiandole e al rapporto con lo stroma citogeno. Questa distinzione si sta perdendo, perché dal punto di vista operativo ciò che conta è la presenza di atipie: solo in loro presenza sono giustificati provvedimenti terapeutici maggiori.

Terapia

  • Donne che hanno già avuto figli o in postmenopausa → isterectomia.
  • Donne desiderose di prole → approccio farmacologico: il progesterone o i progestinici hanno effetto anti-estrogenico e quindi antiproliferativo, nella maggior parte dei casi sufficiente a interrompere l’evoluzione iperplastica e a ripristinare la normalità del ciclo mestruale.

Rapporto con il carcinoma

Esiste una relazione tra iperplasia endometriale — soprattutto atipica — e adenocarcinoma endometrioide (tipo I).

Come per tutte le lesioni preinvasive, solo una minoranza evolve davvero: l’iperplasia in sé non aumenta il rischio di carcinoma, se non quando compare l’iperplasia atipica. E anche di fronte a una diagnosi di iperplasia atipica la probabilità di evoluzione è abbondantemente inferiore al 30%.

➔ L’iperplasia endometriale può quindi essere considerata tanto una condizione di rischio quanto un precursore non obbligato di carcinoma endometriale.

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