Criptorchidismo

Il criptorchidismo (testicoli ritenuti) è l’impossibilità di uno o entrambi i testicoli a scendere nello scroto, tipicamente accompagnata da ernia inguinale. La diagnosi si ottiene con l’esame obiettivo, a volte seguito dalla laparoscopia; il trattamento è l’orchiopessi chirurgica.

Diverse forme di criptorchidismo. Fonte: Wikimedia Commons (Lamiot, CC BY-SA 3.0).

Epidemiologia

Colpisce circa il 3% dei neonati a termine e fino al 30% dei pretermine. Due terzi dei testicoli ritenuti scendono spontaneamente entro i primi 4 mesi di vita, per cui solo circa lo 0,8% dei neonati di sesso maschile richiede un trattamento.

L’80% dei casi è diagnosticato alla nascita. I restanti sono diagnosticati durante l’infanzia o nella prima adolescenza: sono di solito causati da un gubernaculum accessorio ectopico e si manifestano dopo lo scatto di crescita somatica.

Eziologia

I testicoli ritenuti sono quasi sempre idiopatici. Circa il 10% dei casi è bilaterale: in soggetti fenotipicamente maschi che alla nascita presentano testicoli non palpabili — specialmente se associati a ipospadia — il sospetto di virilizzazione femminile da iperplasia surrenalica congenita deve essere elevato.

Fisiopatologia: testicolo ritenuto ed ectopico

La discesa testicolare normale avviene a partire dalla 28ª settimana sotto la guida del gubernaculum (vedi Embriogenesi del Testicolo e Cellule Germinali Primordiali); il criptorchidismo nasce dalla sua alterazione.

  • Il vero testicolo ritenuto rimane nel canale inguinale lungo la via di discesa, o meno comunemente nella cavità addominale o nel retroperitoneo.
  • Il testicolo ectopico discende normalmente attraverso l’anello esterno ma devia verso una posizione anomala, al di fuori del normale tragitto di discesa del canale: sede sovrapubica, tasca inguinale superficiale, perineo, faccia interna della coscia.

Complicanze

  • Ipofertilità.
  • Carcinoma del testicolo, principalmente nel testicolo ritenuto e soprattutto con malposizione intra-addominale; tuttavia il 10% dei tumori si sviluppa nel lato normale (vedi Correlati Clinici dei Tumori Germinali del Testicolo).
  • Torsione del testicolo nei casi non trattati di testicoli intra-addominali, che si presenta come un addome acuto.
  • Ernia inguinale (processo pervio), presente in quasi tutti i neonati con testicolo ritenuto alla nascita.

Sintomatologia

In circa l’80% dei casi lo scroto sul lato interessato è vuoto alla nascita. Nei restanti casi il testicolo è palpabile nello scroto alla nascita, ma con la crescita tende a risalire per un’inserzione ectopica del gubernaculum che ne impedisce la normale discesa.

L’ernia inguinale associata è raramente sintomatica, ma la pervietà del canale inguinale è spesso identificabile, in particolare nei neonati (meno frequentemente in quelli con testicoli ectopici ritenuti).

Diagnosi

  • Valutazione clinica
  • Talvolta laparoscopia
  • Raramente ecografia o RM

Tutti i bambini devono avere una valutazione testicolare alla nascita e poi ogni anno, per valutare posizione e crescita dei testicoli. I testicoli ritenuti ed ectopici vanno distinti dai testicoli ipermobili (retrattili), che sono nello scroto ma si spostano facilmente nel canale inguinale con il riflesso cremasterico. Per evitare di stimolare la retrazione durante l’esame obiettivo servono ambiente caldo, mani calde dell’esaminatore e paziente rilassato.

Nel testicolo non palpabile unilaterale, la discesa di un testicolo più grande dell’atteso suggerisce la presenza di un testicolo ritenuto atrofico; la conferma richiede un intervento chirurgico, di solito una laparoscopia diagnostica, per vedere un testicolo intra-addominale o confermare un’agenesia testicolare. L’esplorazione scrotale o inguinale si esegue quando si sospetta un residuo testicolare distale all’anello inguinale interno.

Nei testicoli non palpabili bilaterali, i pazienti nel periodo neonatale immediato devono essere valutati per un possibile disturbo della differenziazione sessuale (da considerare la valutazione di un endocrinologo pediatrico). Escluso questo, la laparoscopia è spesso necessaria per identificare i testicoli in sede addominale ed eseguire un’orchidopessi bilaterale.

Trattamento

Riparazione chirurgica.

Per un testicolo ritenuto palpabile il trattamento è l’orchiopessi: il testicolo è portato in sede scrotale e ivi suturato; viene anche riparata l’associata ernia inguinale.

Per un testicolo ritenuto non palpabile si effettua una laparoscopia addominale: se il testicolo è presente viene spostato nello scroto; se è atrofico (di solito il risultato di una torsione testicolare prenatale) si rimuove il tessuto.

L’intervento deve essere effettuato a circa 6 mesi di età: un intervento precoce aumenta la fertilità potenziale e può ridurre il rischio di cancro; inoltre più piccolo è il bambino, minore è la distanza necessaria per posizionare i testicoli nello scroto.

L’intervento non è richiesto per i testicoli ipermobili (retrattili), fino a quando la lunghezza dei cordoni spermatici è sufficiente a far rimanere i testicoli in posizione scrotale senza trazione, quando non è stimolato il riflesso cremasterico. L’ipermobilità si risolve solitamente entro la pubertà senza alcun trattamento, quando l’aumento del volume dei testicoli rende la retrazione più difficile.

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