Fattori di Rischio dell’Aterosclerosi

I fattori di rischio agiscono spesso con effetto moltiplicatore.

Aterosclerosi dell’aorta: pezzo autoptico aperto longitudinalmente che mostra la superficie luminale cosparsa di lesioni. Fonte: Wikimedia Commons (autore n.d., Public domain).

Fattori di rischio maggiori

  • Iperlipidemia e ipercolesterolemia: è il maggiore fattore di rischio ed è in grado di innescare lesioni anche in assenza di altri fattori. La componente associata all’aumento del rischio sono le LDL; le HDL invece mobilizzano il colesterolo dalla periferia e lo trasportano al fegato. C’è grande interesse per terapie che abbassino le LDL o alzino le HDL: attenzione a dieta, attività fisica, alcol, obesità, fumo. I farmaci per ridurre il colesterolo circolante sono le statine.
  • Ipertensione: da sola aumenta il rischio del 60% rispetto ai normotesi, oltre ad aumentare il rischio di ipertrofia ventricolare sinistra.
  • Fumo di sigaretta: si valuta con i pack/year; fumare diversi pacchetti al giorno per molti anni aumenta notevolmente il rischio, e smettere lo riduce notevolmente.
  • Diabete mellito: provoca ipercolesterolemia e aumenta il rischio di aterosclerosi, di ictus e di gangrena degli arti inferiori per arteriopatia periferica (vedi Macroangiopatia Diabetica).

⚠️ Nella fonte, nel paragrafo sul diabete compare la frase «l’incidenza di infarto del miocardio è doppia nei fumatori rispetto ai non fumatori, a parità di altri fattori di rischio»: con ogni probabilità si riferisce ai diabetici rispetto ai non diabetici (lapsus).

Ulteriori fattori di rischio

  • Infiammazione: presente in tutte le fasi dell’aterogenesi e strettamente legata alla formazione e rottura delle placche. La valutazione dell’infiammazione sistemica è diventata importante nella stratificazione del rischio cardiovascolare.
    • La proteina C reattiva (PCR) è uno dei marcatori circolanti più semplici e sensibili. È sintetizzata dal fegato su stimolo di mediatori dell’infiammazione (IL-6); potenzia l’immunità innata legandosi ai batteri e attivando il complemento. È un forte marcatore indipendente di rischio di infarto miocardico, ictus, arteriopatia periferica e morte cardiaca improvvisa. I suoi livelli si riducono con la cessazione del fumo, il calo di peso, l’attività fisica e le statine.
  • Iperomocisteinemia: correla con aterosclerosi coronarica, arteriopatia periferica, ictus e trombosi venosa. L’omocistinuria da alterazioni congenite del metabolismo si associa a patologia vascolare precoce.
  • Sindrome metabolica: associata a obesità centrale; caratterizzata da insulino-resistenza, ipertensione, dislipidemia, trombofilia e stato pro-infiammatorio. Dislipidemia, iperglicemia e ipertensione sono fattori di rischio cardiaco; trombofilia e stato pro-infiammatorio contribuiscono alla disfunzione endoteliale e/o alla trombosi.
  • Lipoproteina(a) [Lp(a)]: forma alterata di LDL contenente apolipoproteina B-100; i suoi livelli si associano a rischio di patologia coronarica e cerebrovascolare indipendentemente dalle LDL.
  • Fattori che influiscono sull’emostasi: diversi marcatori funzionali di emostasi e/o fibrinolisi sono forti indicatori del rischio di eventi aterosclerotici maggiori, compresi infarto miocardico e ictus.

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