Forme Monogeniche di Diabete (MODY)

Le forme monogeniche di diabete, anche se rare, sono classificate separatamente rispetto ai tipi 1 e 2. Sono il risultato di un difetto primario nella funzione delle cellule β oppure nel legame del recettore dell’insulina.

Difetti genetici nella funzione delle cellule β

Circa l’1-2% dei pazienti diabetici ha un difetto primitivo della funzione delle cellule β, che si verifica senza perdita cellulare β e interessa la massa β e/o la produzione di insulina. È un gruppo eterogeneo di difetti genetici.

Il sottogruppo maggiore è tradizionalmente designato come diabete di tipo adulto a esordio giovanile (MODY, Maturity-Onset Diabetes of the Young), per la somiglianza superficiale con il tipo 2 e la comparsa tra i giovani:

  • deriva da mutazioni germinali con loss-of-function in uno di sei geni; le più comuni sono quelle della glucochinasi (GCK), tappa del metabolismo ossidativo del glucosio associata alla secrezione insulinica nelle cellule β;
  • altre cause rare: mutazioni dei geni delle due subunità del canale K⁺ sensibile all’ATP; difetti del DNA mitocondriale (che impediscono la sintesi di ATP); mutazioni del gene dell’insulina stesso.

Difetti del recettore dell’insulina

Mutazioni che interessano sintesi del recettore, legame dell’insulina o attività tirosin-chinasica possono causare una grave insulino-resistenza con iperinsulinemia e diabete (insulino-resistenza di tipo A). Questi pazienti mostrano spesso un’iperpigmentazione vellutata (Acanthosis nigricans); le donne presentano spesso ovaie policistiche e androgeni elevati.

Il diabete lipoatrofico è uno stato di iperglicemia con perdita selettiva del grasso sottocutaneo; condivide insulino-resistenza, diabete, ipertrigliceridemia, acanthosis nigricans e steatosi epatica. Esistono sottotipi multipli, ciascuno attribuito a una diversa mutazione causale.

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