Sistema Neuroendocrino Respiratorio

L’origine è endodermica, come per l’intero apparato respiratorio in cui le cellule sono disperse. Vengono prodotte nella fase iniziale dell’organogenesi (8ª-12ª settimana di gestazione) perché indispensabili per il corretto sviluppo: i topi KO per i geni INSM1 nascono normali eccetto un’ipoplasia polmonare grave.

Distribuzione

  • Nell’adulto: limitate alle strutture rivestite da epitelio bronchiale, in numero decrescente procedendo distalmente (dalla trachea ai bronchioli terminali, ma non nei bronchioli respiratori).
  • Nel feto: molto più abbondanti, arrivano fino alla struttura alveolare.

Sono molto innervate, sia dall’orto- sia dal parasimpatico.

Corpi neuroepiteliali e funzioni

Si presentano isolate o in piccoli aggregati detti corpi neuroepiteliali, soprattutto alle biforcazioni dei bronchi, con funzione chemorecettoriale per la concentrazione di O₂ e CO₂ nell’aria inspirata. Con funzione autocrina, endocrina e paracrina modulano:

  • la contrazione della muscolatura bronchiolare (regolazione del flusso d’aria);
  • il flusso sanguigno locale e quindi il trofismo;
  • la differenziazione dell’epitelio per l’adattamento al respiro dopo la nascita (abbondanti nei giorni dopo il parto, poi decrescono in pochi mesi fino al numero dell’adulto);
  • la rigenerazione dell’epitelio, evento giornaliero accentuato in caso di infezioni virali (i topi KO sono più sensibili al danno chimico e fisico).

Adattamento all’ipossia

In ipossiemia cronica aumenta il numero delle cellule neuroendocrine polmonari: le popolazioni andine che vivono a basse PO₂ ne hanno più di popolazioni della stessa etnia a livello del mare. È un adattamento millenario, sviluppato insieme all’iperplasia dei corpi aortici e carotidei.

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