Stenosi dell’Arteria Renale

La stenosi monolaterale dell’arteria renale è una causa non comune di ipertensione, responsabile del 2-5% dei casi, ma potenzialmente curabile con approccio chirurgico.

Angiografia renale in una donna di 35 anni con ipertensione inspiegata: tipico segno «a filo di perle» (frecce) della displasia fibromuscolare. Fonte: Wikimedia Commons (Zeina AR, Vladimir W, Barmeir E., CC BY 2.0).

Patogenesi

L’ipertensione secondaria a stenosi dell’arteria renale è causata dall’aumento della produzione di renina da parte del rene ischemico.

I classici esperimenti di Goldblatt del 1934 mostrarono che la legatura dell’arteria renale nel cane determinava ipertensione, e che l’entità dell’effetto era proporzionale al grado di stenosi. L’aumento della pressione arteriosa è dovuto, almeno inizialmente, allo stimolo della secrezione di renina dall’apparato iuxtaglomerulare e alla conseguente produzione di angiotensina II, potente vasocostrittore. Una grande percentuale di pazienti con ipertensione renovascolare presenta alti valori di renina e quasi tutti mostrano una riduzione della pressione quando trattati con antagonisti dell’angiotensina II.

Al mantenimento dell’ipertensione, dopo l’innesco mediato dal sistema renina-angiotensina, contribuiscono la ritenzione di sodio, l’endotelina e la riduzione di NO.

Morfologia

Nel 70% dei casi l’occlusione è dovuta a una placca ateromasica, concentrica e a manicotto, con trombosi sovrapposta; è più frequente nel maschio e aumenta con l’età e con il diabete mellito.

L’altra causa è la displasia fibromuscolare, un gruppo eterogeneo di lesioni con ispessimento fibroso o fibromuscolare di intima, media o avventizia; l’iperplasia della media è di gran lunga la forma più frequente. Le stenosi, più frequenti nelle donne fra i 30 e i 40 anni, possono essere singole o costituire una serie di restringimenti.

Il rene ischemico è di dimensioni ridotte e mostra atrofia ischemica diffusa: glomeruli ravvicinati, atrofia tubulare, fibrosi interstiziale e focali infiltrati infiammatori. L’arteriolosclerosi è lieve nel rene omolaterale ma grave nel controlaterale.

Caratteristiche cliniche

Pochi elementi ne suggeriscono la presenza: i pazienti assomigliano in genere a quelli con ipertensione essenziale. A volte si può auscultare un soffio in sede renale.

Sono di aiuto diagnostico gli alti valori di renina nel plasma o nella vena renale, la risposta agli ACE-inibitori, la scintigrafia renale e la pielografia intravenosa; per localizzare la stenosi è però necessaria l’arteriografia.

In casi selezionati il tasso di guarigione dopo la chirurgia varia dal 70 all’80%.

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