Varianti del Carcinoma Papillare
Le varianti del Carcinoma Papillare della Tiroide condividono le caratteristiche citonucleari ma differiscono per architettura, dimensione e aggressività.
Micrografia di carcinoma papillare della tiroide, variante a cellule alte. Colorazione EE. Fonte: Wikimedia Commons (Nephron, CC BY-SA 3.0).
Varianti principali
- Microcarcinoma: definito sull’aspetto dimensionale (diametro < 1 cm), indipendentemente dall’architettura. Prognosi eccellente, ma circa il 5% può dare metastasi (quasi sempre linfonodali, raramente a distanza), soprattutto se multiplo e in sede periferica sottocapsulare.
- Variante capsulata: completamente circondato da capsula fibrosa, senza invasione di capsula e vasi. Prognosi eccellente, quasi priva di capacità metastatica.
- Variante follicolare: forma follicoli e non papille, ma con le medesime caratteristiche citonucleari. Può essere capsulata (“carcinoma papillare incapsulato variante follicolare”) o invasiva (da specificare: aumenta il rischio di metastasi linfonodali). Nell’architettura papillare prevale la mutazione BRAF, in quella follicolare prevale RET o NTRK1.
- Variante a cellule ossifile: cellule con caratteristiche oncocitarie/di Hurthle.
- Variante cribriforme-morulare: rara, cellule disposte a cribri o morule; sporadica o associata a poliposi adenomatosa familiare (FAP) — la sua scoperta deve far indagare la familiarità per neoplasie del colon.
Varianti aggressive
Pur rientrando nei carcinomi papillari ben differenziati, hanno comportamento più aggressivo (maggiore tendenza a metastasi linfonodali e soprattutto ematogene). Essendo ben differenziate captano ancora il radioiodio, quindi la prognosi, pur peggiore, non è paragonabile a quella dei carcinomi scarsamente differenziati/anaplastici. Vanno obbligatoriamente trattate con radioiodio per il rischio di metastasi a distanza (soprattutto polmonari). Tre forme:
- Variante sclerosante diffusa: tipica dei giovani, spesso bilaterale con noduli multipli che raramente formano massa; invasione precoce dei vasi linfatici intraghiandolari (linfangite carcinomatosa, elevata probabilità di metastasi). Si associa a infiltrato linfoide, corpi psammomatosi (calcificazioni concentriche) e spesso metaplasia squamosa.
- Variante a cellule alte: cellule con altezza ≥ 2 volte lo spessore.
- Variante a cellule colonnari: cellule molto alte (altezza ≥ doppio della larghezza) con nuclei molto grandi; esprime il marcatore CDX2 (differenziazione intestinale), assente in ogni altro tumore tiroideo e nella tiroide normale.
La prognosi resta comunque non molto diversa dalle forme differenziate: a 10 anni la maggior parte sopravvive anche con metastasi viscerali, trattabili con radioiodio.
🔗 Collegamenti
- Carcinoma Papillare della Tiroide — ⬆️ nota madre
- Alterazioni Molecolari del Carcinoma Papillare — 🔗 BRAF nelle varianti aggressive
- Carcinoma Tiroideo Scarsamente Differenziato — 🔄 prognosi nettamente peggiore