Carcinoma Papillare della Tiroide

È il principale carcinoma tiroideo (fino al 70-80%), più frequente nelle donne (2-4:1). Colpisce due categorie: bambini-adolescenti (< 40 anni) e anziani (> 60-70 anni). Non esistono adenomi papillari.

Carcinoma papillare della tiroide su agoaspirato (FNA): il preparato colorato con Giemsa mostra bene le pseudoinclusioni nucleari. Fonte: Wikimedia Commons (Ed Uthman from Houston, TX, USA, CC BY 2.0).

Presentazione

Modalità di presentazione molto eterogenee, con aspetto macroscopico poco rilevante per la diagnosi (alcuni circoscritti e capsulati, altri francamente invasivi). Può presentarsi come carcinoma occulto in almeno metà dei casi (diagnosi sulla base delle metastasi linfonodali loco-regionali). Studi autoptici mostrano nella popolazione generale una prevalenza fino al 20% (anche con metastasi laterocervicali).

Diffusione e prognosi

È un carcinoma linfofilo: dà metastasi per via linfatica, con prima sede i linfonodi laterocervicali (soprattutto livello VI TNM, omento tireo-timico). Per questo oggi si asporta profilatticamente solo il livello VI, senza svuotamento laterocervicale bilaterale salvo evidenza clinica di linfonodi metastatici. Andamento clinico estremamente blando (sopravvivenza a 10 anni > 90%).

Criterio diagnostico nucleare

Il carcinoma papillare non è definito dalla modalità di aggregazione, ma dalle modificazioni citonucleari, dovute a un artefatto di fissazione in formalina utile diagnosticamente (caratteristica più appariscente: la chiarificazione della cromatina). Sulla base del nucleo:

  • forma a papille → carcinoma papillare di tipo classico;
  • forma a follicoli → carcinoma papillare variante follicolare.

I vecchi “tumori misti follicolari-papillari” non si usano più; gli unici tumori misti della tiroide sono quelli che combinano le linee differenziative follicolare e neuroendocrina.

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