Tassonomia

La tassonomia è la disciplina scientifica che si occupa di identificare, descrivere e classificare gerarchicamente gli organismi viventi. Il sistema moderno si basa sulla classificazione linneana (elaborata da Linneo), che organizza i viventi in categorie chiamate taxa, dal livello più generale a quello più specifico.

La classificazione linneana e il lignaggio umano

La gerarchia prevede la suddivisione in Domini, Regni, Phyla, Classi, Ordini, Famiglie, Generi e Specie.

Classificazione dell’essere umano (Homo sapiens sapiens):

  • Dominio: Eucarioti (organismi con nucleo ben definito, differenziati dai Procarioti).

  • Phylum: Cordati.

    • Caratteristica: Possiedono, in almeno una fase dello sviluppo, una struttura assile di sostegno chiamata corda (notocorda).
    • Nell’uomo: La notocorda embrionale cartilaginea viene sostituita dalla colonna vertebrale; nell’adulto ne rimane traccia nel nucleo polposo dei dischi intervertebrali.
    • Confronto con i Tunicati: Animali marini che presentano le caratteristiche tipiche dei cordati (notocorda, tubo nervoso dorsale, apertura boccale) solo nella fase larvale. Nell’adulto la maggior parte di queste strutture scompare, lasciando come caratteristica distintiva la “tunica”, un rivestimento protettivo di polisaccaridi.

  • Classe: Mammiferi (condivisa con il topo, con cui l’uomo condivide il percorso tassonomico fino a questo livello).

  • Ordine: Primati (condiviso con primati non umani quali gorilla, scimpanzé, bonobo, oranghi e gibboni).

  • Famiglia: Ominidi (gruppo che include l’uomo e specie fossili come gli australopitechi).

  • Genere: Homo (condiviso con specie estinte come Homo habilis e Homo erectus).

  • Specie: Homo sapiens (sottospecie Homo sapiens sapiens).

Regola di nomenclatura binomia

Il nome scientifico si scrive in corsivo (o sottolineato) ed è composto da:

  1. Genere: Con iniziale maiuscola (es. Homo).
  2. Specie: Completamente in minuscolo (es. sapiens).

Definizione biologica di specie

Si definiscono come appartenenti alla stessa specie due organismi che in natura possono accoppiarsi tra loro dando origine a una prole fertile.

IMPORTANT

La condizione “in natura” è fondamentale: organismi geograficamente o ecologicamente isolati che non si incontrerebbero mai in condizioni naturali non sono considerati della stessa specie, anche se costretti in cattività (es. in uno zoo) sono in grado di accoppiarsi (come accade tra leone e tigre, originando comunque prole sterile).


Modelli sperimentali e scoperte biologiche

L’approccio tassonomico e filogenetico giustifica l’uso di specifici organismi modello per studiare processi conservati nell’evoluzione:

  • Caenorhabditis elegans (Nematode): Questo verme cilindrico è divenuto un pilastro della ricerca pre-clinica. Attraverso lo studio del suo sviluppo è stato possibile scoprire e caratterizzare i geni responsabili della regolazione dell’apoptosi (morte cellulare programmata).
  • Clonazione nei mammiferi e nei primati:
    • 1996: Clonazione della pecora Dolly (primo mammifero clonato con successo).
    • 2018: Clonazione di macachi (primi primati non umani). Questo avanzamento tecnologico riduce la distanza filogenetica per una potenziale (seppur complessa e dibattuta) clonazione umana.

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