Analoghi dell’Amilina (Pramlintide)

L’amilina (o IAPP, islet amyloid polypeptide) è un ormone peptidico di 37 amminoacidi prodotto dalle cellule beta pancreatiche e co-secreto con l’insulina dagli stessi granuli, in rapporto di circa 1:100. Ne consegue che nel DM1, e nel DM2 avanzato, manca insieme all’insulina: la terapia insulinica classica sostituisce solo metà di ciò che la beta-cellula produceva. Gli analoghi si somministrano per via sottocutanea.

Amilina umana in micelle di SDS, struttura NMR — PDB 2L86. Il peptide assume un’α-elica nella porzione centrale quando è a contatto con una membrana. L’amilina umana è però fortemente amiloidogena: fuori da questo contesto tende ad aggregarsi in fibrille β, ed è proprio il deposito di amiloide nelle insule uno dei reperti caratteristici del DM2. È la ragione per cui l’ormone nativo non è utilizzabile come farmaco e serviva un analogo solubile.

Pramlintide

È un analogo dell’amilina più solubile: tre proline sostituiscono altrettanti residui nella regione amiloidogena, ed è questa modifica a impedirne l’aggregazione in fibrille rendendolo somministrabile. I suoi effetti:

  • Blocca il rilascio di glucagone (effetto importante).
  • Effetto anoressigeno.
  • Rallenta lo svuotamento gastrico.

Effetto anoressigeno e rallentato svuotamento gastrico sono entrambi connessi alla sazietà.

Si usa per via sottocutanea per il controllo della glicemia post-prandiale; ha breve durata d’azione. Si somministra ai pasti, in aggiunta all’insulina prandiale (lispro, aspart) ma in siringa separata, perché il pramlintide è formulato a pH acido e non è miscelabile con le insuline. All’avvio la dose di insulina prandiale va ridotta del 50%, altrimenti l’ipoglicemia è pressoché certa.

Rallentamento gastrico e sazietà sono gli stessi effetti che caratterizzano gli agonisti del GLP-1 come la semaglutide, ottenuti però attraverso un recettore diverso — il complesso calcitonina-RAMP dell’area postrema.

Reazioni avverse

  • Ipoglicemia
  • Disturbi gastrointestinali

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