Dipendenza e Adolescenza

L’età è una variabile cruciale dell’utilizzatore, perché la dipendenza è soprattutto una malattia del neurosviluppo. Numerosi studi mostrano che la percentuale di utilizzatori di marijuana (Δ9-THC) è massima nella fascia 12–17 anni, molto inferiore nelle altre fasce d’età.

Perché l’adolescenza è una fase a rischio

In questa fascia il cervello non è ancora completamente sviluppato; in particolare la corteccia prefrontale raggiunge la maturità solo intorno ai 20 anni (fase post-adolescenziale). La corteccia prefrontale è strettamente associata al circuito del piacere e regola la capacità di giudizio: il suo sviluppo è molto più lento rispetto al nucleo accumbens e alle altre aree del piacere, legate alla sperimentazione. L’adolescenza è proprio l’età con maggiore voglia di sperimentare e mettersi alla prova.

Nella fase adolescenziale, in mancanza di una corteccia prefrontale matura, viene utilizzata maggiormente l’amigdala, area molto più antica che fa “agire di pancia”, legata alla paura e all’aggressività. Affidandosi all’amigdala, l’adolescente ha percezione e capacità di giudizio falsate, ed è quindi più a rischio.

Un ulteriore fattore di rischio: per certe sostanze la gratificazione è più intensa nell’adolescente che nell’adulto. Una gratificazione più forte comporta un rinforzo più forte, che lega ancora più strettamente alla sostanza.

Perché proprio la cannabis, farmacologicamente

Che la sostanza più usata in questa fascia sia il Δ9-THC non è solo un fatto sociale. Il sistema endocannabinoide regola fisiologicamente il pruning sinaptico descritto in Sviluppo del SNC in Età Evolutiva (Sinaptogenesi e Sprouting): la densità di recettori CB1 è massima proprio nelle aree in rimodellamento. Somministrare un agonista CB1 esogeno — che occupa i recettori di tutto il cervello per ore, invece dei segnali locali e transitori dell’anandamide — durante quella finestra non è farmacologicamente equivalente a farlo da adulti. È il razionale dell’associazione fra uso precoce, deficit cognitivi persistenti e maggior rischio psicotico.

Il ragionamento vale però per tutte le sostanze di questo cluster: l’etanolo, la nicotina (introdotta oggi in gran parte tramite sigarette elettroniche) e l’MDMA agiscono sullo stesso cervello immaturo. ⚠️ È la stessa vulnerabilità che rende delicata la farmacologia terapeutica in questa età — vedi Farmaci nell’Età Evolutiva (Criticità).

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