Glimepiride

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Secretagoghi dell'Insulina (Sulfaniluree e Glinidi). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.

Classe: sulfanilurea di 3ª generazione · ATC: A10BB12 · Nomi commerciali (IT): Amaryl, Solosa, glimepiride generica · PubChem CID 3476

Perché questa molecola

È l’unica sulfanilurea di 3ª generazione, e ciò che la separa dalle precedenti non è la potenza ma il modo di legarsi al recettore. Si aggancia a una proteina di 65 kDa del complesso SUR1, diversa dal sito da 140 kDa a cui si lega la glibenclamide, con una velocità di associazione ~2,5 volte maggiore e soprattutto una dissociazione ~8-9 volte più rapida. Ne consegue una secrezione insulinica più “a scatti”, che segue meglio il pasto e si spegne prima: a parità di controllo glicemico produce meno iperinsulinemia, meno aumento di peso e meno ipoglicemia rispetto alla glibenclamide.

Il secondo tratto distintivo è un effetto extrapancreatico: aumenta la traslocazione di GLUT4 nel muscolo e nell’adipocita, comportandosi in parte da sensibilizzante — motivo per cui ottiene lo stesso effetto glicemico stimolando meno la β-cellula. Ha inoltre affinità bassa per i SUR2 cardiovascolari, quindi interferisce poco con il precondizionamento ischemico. La dose efficace è di 1-6 mg/die in una sola somministrazione, un ordine di grandezza inferiore a quella delle altre sulfaniluree.

Struttura

Struttura 2D della glimepiride (PubChem CID 3476). Formula C₂₄H₃₄N₄O₅S, PM 490,6 g/mol. Accanto al gruppo solfonilureico si riconosce l’anello pirrolinone sostituito: è la porzione che indirizza il legame verso il sito da 65 kDa del SUR1 e ne accelera la dissociazione.

Farmacodinamica

Catena d’azione: glimepiride → si lega alla subunità 65 kDa del SUR1 (on/off rapido) → chiusura del canale K⁺-ATP → depolarizzazione → ingresso di Ca²⁺ → secrezione di insulina, con rilascio breve e ripetibile; in parallelo → ↑ traslocazione di GLUT4 nel muscolo e nell’adipocita → maggiore uptake periferico di glucosio a parità di insulina secreta.

flowchart TD
  A["glimepiride"] -->|sito 65 kDa, dissociazione rapida| B["SUR1 del canale K-ATP"]
  B --> C["chiusura del canale, depolarizzazione"]
  C --> D["ingresso di Ca2+ -> secrezione di insulina"]
  D --> E["picco secretorio breve, si spegne presto"]
  E --> F["meno iperinsulinemia -> meno peso e meno ipoglicemia"]
  A -->|effetto extrapancreatico| G["traslocazione di GLUT4 nel muscolo e adipocita"]
  G --> H["maggiore uptake periferico di glucosio"]
  H --> F
  A -.->|bassa affinita| I["SUR2 cardiovascolari"]

Il livello meccanicistico di classe — canale K⁺-ATP, depolarizzazione, ruolo del Ca²⁺ — sta in Secretagoghi dell’Insulina (Sulfaniluree e Glinidi).

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità: ~100%, non influenzata in modo clinicamente rilevante dal cibo.
  • Legame proteico: > 99%; volume di distribuzione piccolo (~8,8 L).
  • Emivita: 5-8 h, ma la durata d’azione copre le 24 h → una sola somministrazione al giorno.
  • Metabolismo: epatico via CYP2C9 a due metaboliti: M1 (idrossilato, con ~⅓ dell’attività del farmaco madre) e M2 (carbossilato, inattivo).
  • Eliminazione: ~60% renale e ~40% fecale, tutta come metaboliti; l’accumulo di M1 nell’insufficienza renale spiega il rischio ipoglicemico nel nefropatico.

Posologia e monitoraggio

Orale, 1 mg/die all’inizio, subito prima o durante la prima colazione, titolando di 1 mg ogni 1-2 settimane fino a un massimo di 6 mg/die (in Italia raramente si superano i 4 mg). Non si frazionano le dosi: la monosomministrazione è parte del profilo del farmaco. Si monitorano glicemie capillari, HbA1c ogni 3 mesi, peso e funzione renale.

Tossicità

  • Ipoglicemia — meno frequente che con la glibenclamide ma comunque l’evento avverso principale; il rischio sale con il salto dei pasti, l’esercizio non programmato, l’alcol e la riduzione del filtrato.
  • Aumento di peso modesto.
  • Disturbi gastrointestinali, rash, fotosensibilità; rare le discrasie ematiche e l’aumento delle transaminasi.
  • Iponatriemia da potenziamento dell’ADH (rara, condivisa con la classe).

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: DM1 e chetoacidosi diabetica, insufficienza renale ed epatica gravi, gravidanza e allattamento, ipersensibilità a sulfaniluree e sulfamidici.
  • Gruppi speciali: anziano e insufficienza renale → partire da 1 mg e titolare molto lentamente, per l’accumulo del metabolita M1 attivo; insufficienza epatica grave → controindicata.
  • Interazioni rilevanti:
    • Inibitori del CYP2C9 (fluconazolo, miconazolo, amiodarone, sulfamidici) → ↑ esposizione → ipoglicemia; induttori (rifampicina) → ↓ efficacia.
    • Beta-bloccanti non selettivi → mascherano i sintomi adrenergici dell’ipoglicemia.
    • FANS, salicilati, warfarin → spiazzamento dal legame proteico.
    • Corticosteroidi, tiazidici, β2-agonisti, estro-progestinici → iperglicemizzanti, riducono l’efficacia.
  • Antidoto dell’ipoglicemia: glucosio orale o ev; glucagone se il paziente non collabora; osservazione prolungata perché l’ipoglicemia può recidivare.

Posto in terapia

È la sulfanilurea più prescritta in Italia e quella che ha di fatto sostituito la glibenclamide: seconda linea dopo la metformina quando servono efficacia elevata e costo basso, in particolare nel paziente non obeso con riserva β-cellulare conservata. Resta però dietro gliflozine e agonisti GLP-1 nelle linee guida attuali, perché non offre protezione cardio-renale e comporta ipoglicemia e incremento ponderale.

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Fonti: PubChem CID 3476 (struttura, formula, ATC A10BB12); EMA SmPC e DailyMed SPL per farmacocinetica, posologia, controindicazioni e interazioni. Consultate il 2026-08-14.