Glibenclamide

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Secretagoghi dell'Insulina (Sulfaniluree e Glinidi). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.

Classe: sulfanilurea di 2ª generazione · ATC: A10BB01 · Nomi commerciali (IT): Daonil, Euglucon, Gliben · negli USA si chiama glyburide · PubChem CID 3488

Perché questa molecola

È la sulfanilurea più potente e più pericolosa della classe, e le due cose hanno la stessa causa: si lega al SUR1 con affinità altissima e dissociazione lentissima, per cui il blocco del canale K⁺ ATP-dipendente non si stacca quando la glicemia scende. Ne derivano il rischio più alto di ipoglicemia grave e prolungata di tutta la classe — aggravato dai metaboliti attivi a eliminazione renale, che si accumulano nell’anziano e nell’insufficienza renale — e ricoveri per ipoglicemia che possono ripresentarsi a 24-48 h dall’evento iniziale.

Il secondo problema è la mancata selettività: oltre al SUR1 della β-cellula lega anche i SUR2A cardiaco e SUR2B vascolare, i canali K⁺-ATP che mediano il precondizionamento ischemico — il meccanismo con cui il miocardio si protegge da un’ischemia dopo averne subita una breve. È la ragione per cui è la sulfanilurea meno indicata nel cardiopatico, mentre gliclazide e glimepiride risparmiano quei bersagli. Nell’anziano è formalmente sconsigliata (criteri di Beers).

Struttura

Struttura 2D della glibenclamide (PubChem CID 3488). Formula C₂₃H₂₈ClN₃O₅S, PM 494,0 g/mol. Si riconosce il gruppo solfonilureico centrale (–SO₂–NH–CO–NH–) e la catena ciclesilica che ne allunga la permanenza sul recettore.

Farmacodinamica

Catena d’azione: glibenclamide → si lega alla subunità SUR1 del canale K⁺-ATP della β-cellula → chiusura del canale → il K⁺ non esce più → depolarizzazione della membrana → apertura dei canali del Ca²⁺ voltaggio-dipendenti → ↑ Ca²⁺ intracellulare → esocitosi dei granuli di insulina.

flowchart TD
  A["glibenclamide"] -->|alta affinità, dissociazione lenta| B["SUR1 del canale K-ATP (beta-cellula)"]
  B --> C["chiusura del canale, il K+ non esce"]
  C --> D["depolarizzazione di membrana"]
  D --> E["apertura dei canali del Ca2+ voltaggio-dipendenti"]
  E --> F["esocitosi dei granuli di insulina"]
  A -->|nessuna selettivita| G["SUR2A cardiaco e SUR2B vascolare"]
  G --> H["perdita del precondizionamento ischemico"]
  F --> I["secrezione indipendente dalla glicemia -> ipoglicemia"]
  A --> L["metaboliti attivi a eliminazione renale"]
  L --> I

Il punto critico è che la secrezione così indotta è indipendente dalla glicemia: la β-cellula viene depolarizzata anche a digiuno. Livello meccanicistico completo in Secretagoghi dell’Insulina (Sulfaniluree e Glinidi).

Farmacocinetica

  • Assorbimento: rapido e quasi completo; l’assunzione col pasto ne rallenta il picco ma non riduce la quota assorbita.
  • Legame proteico: > 99% all’albumina (base di alcune interazioni per spiazzamento).
  • Emivita: ~10 h, ma durata d’azione 12-24 h — molto più lunga dell’emivita plasmatica, perché conta la dissociazione dal recettore.
  • Metabolismo: epatico (CYP2C9) a metaboliti debolmente attivi.
  • Eliminazione: ~50% renale, ~50% biliare; nell’insufficienza renale i metaboliti attivi si accumulano.

Posologia e monitoraggio

Orale, 2,5-15 mg/die in 1-2 somministrazioni, prima dei pasti. Si parte sempre dalla dose minima e si titola lentamente. Si monitorano glicemie capillari (soprattutto pre-prandiali e notturne), HbA1c ogni 3 mesi e il peso. Il paziente va istruito a non saltare i pasti dopo aver assunto la compressa.

Tossicità

  • Ipoglicemia grave e protratta — l’evento avverso dominante, il più frequente fra tutti gli antidiabetici orali. Richiede osservazione prolungata (24-48 h) perché recidiva dopo la correzione iniziale; si tratta con glucosio ev e, se refrattaria, octreotide.
  • Aumento di peso (2-5 kg), per l’iperinsulinemia indotta.
  • Disturbi gastrointestinali, rash, raramente colestasi e discrasie ematiche.
  • Effetto antabuse-simile con l’alcol (meno marcato che con le sulfaniluree di 1ª generazione).

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: DM1 e chetoacidosi diabetica (non c’è β-cellula da stimolare), insufficienza renale (eGFR < 60 con cautela, < 30 controindicata), insufficienza epatica grave, gravidanza e allattamento, porfiria, deficit di G6PD (rischio emolitico).
  • Gruppi speciali: anziano → evitare (criteri di Beers), preferire gliclazide o un farmaco senza rischio ipoglicemico; cardiopatico → evitare per la perdita del precondizionamento ischemico.
  • Interazioni rilevanti:
    • Inibitori del CYP2C9 (fluconazolo, miconazolo, amiodarone) e sulfamidici → ↑ concentrazioni → ipoglicemia.
    • Beta-bloccanti non selettivi → mascherano i sintomi adrenergici dell’ipoglicemia (tremore, tachicardia) lasciando solo la sudorazione.
    • FANS, warfarin, salicilati → spiazzamento dal legame proteico → ↑ frazione libera.
    • Alcol → potenzia l’ipoglicemia e può dare reazione antabuse-simile.
  • Antidoto dell’ipoglicemia: glucosio (orale o ev al 33%), glucagone im/sc se il paziente non è collaborante; octreotide nelle ipoglicemie da sulfanilurea refrattarie, perché sopprime la secrezione insulinica residua.

Posto in terapia

Sulfanilurea storica, oggi in netto arretramento: le linee guida la relegano dietro metformina, gliflozine e agonisti GLP-1, e all’interno della sua stessa classe è superata da gliclazide e glimepiride per il profilo di sicurezza. Resta usata dove il costo è il criterio dominante e nel diabete monogenico MODY 3 (HNF1A), che è invece squisitamente sensibile alle sulfaniluree.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 3488 (struttura, formula, ATC A10BB01); PDB 6BAA (canale K-ATP pancreatico legato ad ATP e glibenclamide) per il bersaglio molecolare; EMA SmPC e DailyMed SPL per farmacocinetica, posologia e interazioni. Consultate il 2026-08-14.