Psicostimolanti nell’ADHD (Metilfenidato e Atomoxetina)

Farmaci di prima linea nel trattamento dell’Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD). Prescrivibili solo dopo conferma diagnostica da centri specializzati regionali, utilizzabili nei bambini a partire dai 6 anni e negli adolescenti, come parte di un piano terapeutico che può includere anche antiepilettici. I due farmaci principali sono il metilfenidato e l’atomoxetina.

Metilfenidato (Ritalin)

Bloccante del trasportatore della dopamina (DAT) principalmente e, in misura minore, della noradrenalina (NET). Bloccando la ricaptazione, aumenta i livelli sinaptici di dopamina. L’azione avviene a livello dello striato e sembra:

  • aumentare la capacità di attenzione;
  • ridurre l’impulsività;
  • ridurre l’iperattività;
  • migliorare le relazioni interpersonali.

Struttura 2D del metilfenidato (PubChem CID 4158). Formula C₁₄H₁₉NO₂, PM 233,31 g/mol: un estere metilico con due centri chirali, di cui è attivo quasi solo il d-treo (dexmetilfenidato).

Ha effetto rapido ed efficace sull’iperattività e l’attenzione, rendendo i soggetti più recettivi anche ad altri approcci terapeutici (per questo è usato in casi selezionati anche nei bambini autistici).

Effetto non psicostimolante nel SNC in sviluppo

Pur avendo natura psicostimolante (aumenta il rilascio di dopamina nello striato), nel cervello in via di sviluppo non si comporta necessariamente da psicostimolante. Durante lo sviluppo alcuni elementi delle sinapsi possono avere funzioni diverse da quelle del SNC maturo (vedi Sviluppo del SNC in Età Evolutiva (Sinaptogenesi e Sprouting)): per analogia, bloccare il trasportatore della serotonina in fase di sviluppo del SNC non dà effetto antidepressivo ma pro-depressivo. Quindi nei soggetti affetti dalla patologia, soprattutto in fase di sviluppo, questi farmaci non agiscono come semplici stimolanti.

⚠️ A questo si aggiunge un secondo fattore, puramente farmacocinetico: il metilfenidato blocca lo stesso trasportatore della cocaina, ma per via orale e in formulazione a rilascio modificato la concentrazione cerebrale sale lentamente, su ore. È la pendenza della curva concentrazione-tempo, non il bersaglio, a distinguere un farmaco da una sostanza d’abuso — lo stesso principio che separa l’eroina dalla morfina. Per questo tutte le formulazioni pediatriche moderne sono a rilascio modificato, e frantumare o inalare la compressa ne annulla la sicurezza.

Atomoxetina

Agisce fondamentalmente nello stesso modo, ma principalmente sul trasportatore della noradrenalina (NET).

Struttura 2D dell’atomoxetina (PubChem CID 54841). Formula C₁₇H₂₁NO, PM 255,35 g/mol: stessa impalcatura fenossi-fenilpropilaminica della fluoxetina, con la selettività spostata dal SERT al NET.

⚠️ Il punto non ovvio è perché un farmaco solo noradrenergico migliori anche l’attenzione dopaminergica: nella corteccia prefrontale i trasportatori DAT sono scarsi e la dopamina viene ricaptata in gran parte proprio dal NET. Bloccare il NET aumenta quindi noradrenalina e dopamina nella PFC, ma non nell’accumbens, dove il DAT è abbondante. Ne segue che l’atomoxetina non produce rinforzo, non ha potenziale d’abuso e non è tabellata — a differenza del metilfenidato. In cambio, richiede 2-4 settimane per fare effetto.

Uso pratico

Spesso somministrati nei periodi in cui serve maggior controllo dell’attenzione (es. periodo scolastico) e sospesi d’estate; va però ricordato che alla sospensione l’iperattività ricompare, motivo per cui la terapia deve essere personalizzata.

Effetti avversi

Disturbi del sonno, dolori addominali, inappetenza e disturbi dell’appetito, cefalea, perdita di peso, tachicardia. Modulando dopamina e noradrenalina — neurotrasmettitori con molte funzioni — la terapia va ben controllata.

Molecole della classe

MolecolaCosa la distingueParticolarità
Metilfenidatocapostipite, bloccante prevalente del DAT; prima linea⚠️ effetto dalla prima dose; emivita 2-3 h → formulazioni a rilascio modificato; stupefacente tabellato con Registro AIFA; ⚠️ monitorare crescita e parametri cardiovascolari
Atomoxetinainibitore selettivo del NET, non stimolante⚠️ latenza di 2-4 settimane; nessun potenziale d’abuso, non tabellata; ⚠️ emivita bimodale secondo il CYP2D6; ⚠️ epatotossicità idiosincrasica
Clonidinaagonista α2-adrenergico, alternativa di terza sceltautile su tic e disturbi del sonno associati; ⚠️ sedazione e ipotensione
Tricicliciinibizione mista NET/SERT, alternativa storica⚠️ cardiotossicità e indice terapeutico stretto: oggi opzione residua

Alternative

In alternativa si possono usare antidepressivi triciclici o agonisti α2-adrenergici come la clonidina, anche se metilfenidato e atomoxetina restano i farmaci principali.

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