Clonidina e Alfa-metildopa

Antipertensivi che riducono l’attività simpatica, utilizzabili in particolare in gravidanza.

Struttura 2D di Clonidine (PubChem CID 2803). Formula C₉H₉Cl₂N₃, PM 230,09 g/mol.

Clonidina

Agonista del recettore α2. Agisce soprattutto a livello centrale, inibendo il centro simpatico (centro vasomotore del tronco cerebrale) e quindi la scarica simpatica a valle; ha anche un’azione periferica (stimolando gli α2 autorecettori minimizza il rilascio di neurotrasmettitore). È molto usata, in particolare nella donna gravida: in gravidanza non si possono usare ACE-inibitori e beta-bloccanti (teratogeni), mentre la clonidina non disturba il feto. Importante controllare la pressione per il rischio di eclampsia.

È il paradosso apparente della classe: un agonista adrenergico che si comporta da antipertensivo. La chiave sta nella localizzazione del bersaglio — stimolare gli α2 presinaptici e centrali significa attivare un recettore inibitorio, che spegne la scarica simpatica a valle. Lo stesso recettore che la Yohimbina blocca ottenendo l’effetto opposto.

Farmacocinetica ed effetti avversi

Ben assorbita per via orale (biodisponibilità elevata), emivita di circa 12 ore, eliminazione per metà renale immodificata; esiste anche in cerotto transdermico settimanale. Gli effetti avversi riflettono l’azione centrale: sedazione, secchezza delle fauci (molto frequente e spesso causa di abbandono), bradicardia, ipotensione ortostatica, stipsi.

Effetto rebound alla sospensione

È il rischio principale della clonidina. L’interruzione brusca dopo uso cronico provoca una crisi ipertensiva da rimbalzo — agitazione, tachicardia, cefalea, pressione superiore ai valori di partenza — per la scarica simpatica improvvisamente liberata dal freno α2. Il farmaco va scalato gradualmente. ⚠️ Il rischio è aggravato dalla contemporanea assunzione di un β-bloccante: sospendendo la clonidina, le catecolamine liberate trovano gli α1 disponibili e i β bloccati, cioè vasocostrizione senza compenso. Se entrambi vanno sospesi, si toglie prima il β-bloccante.

Alfa-metildopa

Falso neurotrasmettitore: segue il percorso normale delle catecolamine e viene immagazzinata nelle vescicole simpatiche, ma al momento del rilascio non si lega al recettore, determinando inibizione dell’attività simpatica. Anch’essa non dà problemi al feto e si usa molto in gravidanza.

Struttura 2D di Methyldopa (PubChem CID 38853). Formula C₁₀H₁₃NO₄, PM 211,21 g/mol.

Più precisamente, l’alfa-metildopa è un profarmaco: viene decarbossilata e idrossilata a α-metil-noradrenalina, che è un agonista α2 — quindi finisce per condividere il meccanismo della clonidina, raggiunto però per una via metabolica anziché per legame diretto. È il farmaco antipertensivo con la più lunga esperienza documentata in gravidanza, ragione per cui resta in uso nonostante l’efficacia modesta.

Effetti avversi caratteristici: sedazione, ipotensione ortostatica, e due reazioni immuno-mediate peculiari — test di Coombs diretto positivo (in una minoranza dei casi con anemia emolitica vera) ed epatite da farmaco, che impongono controlli periodici di emocromo e transaminasi.

Molecole della classe

MolecolaCosa la distingueParticolarità
clonidinaagonista α2 diretto, ad azione centrale⚠️ crisi ipertensiva da sospensione brusca; usata anche in astinenza da oppioidi e ADHD
alfa-metildopaprofarmaco, agonista α2 per via metabolicala più lunga esperienza in gravidanza; ⚠️ Coombs positivo, epatite
guanfacinaagonista α2A più selettivo, emivita lungameno sedazione; usata nell’ADHD
moxonidinaagonista dei recettori imidazolinici I1meno sedazione e secchezza delle fauci della clonidina
Labetalolonon è un α2-agonista, ma condivide l’indicazionel’alternativa in gravidanza, anche per via endovenosa

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