Yohimbina

Scheda di riferimento — molecola senza ruolo terapeutico attuale, citata in

Specificità Recettoriale (off-target e off-organ) come dimostrazione che la selettività recettoriale dipende dalla dose. Sintesi da fonti autorevoli.

Natura: alcaloide indolico della corteccia di Pausinystalia yohimbe (albero dell’Africa occidentale) · PubChem CID 8969 Classe farmacologica: antagonista competitivo dei recettori α2-adrenergici

Struttura

Struttura 2D della yohimbina (PubChem CID 8969). Formula C₂₁H₂₆N₂O₃, PM 354,4 g/mol.

Alcaloide indolico pentaciclico della famiglia degli yohimbani, strutturalmente imparentato con la reserpina. La presenza del nucleo indolico — lo stesso della serotonina — è la ragione chimica per cui, salendo di concentrazione, la molecola comincia a riconoscere anche i recettori serotoninergici: è la base strutturale della perdita di selettività descritta sotto.

Funzione e perché è citata

È l’esempio scelto dal corso per dimostrare che la specificità recettoriale non è una proprietà assoluta della molecola, ma dipende dalla concentrazione:

  • A concentrazioni basse la yohimbina è un antagonista selettivo α2. Bloccando gli autorecettori α2 presinaptici — che normalmente esercitano un feedback negativo sul rilascio di noradrenalina — aumenta paradossalmente il tono simpatico: togliere il freno equivale ad accelerare.
  • Salendo di dose la selettività si perde: recluta anche recettori α1 e serotoninergici (5-HT1A, 5-HT1B, 5-HT2), e in parte i dopaminergici. Il quadro farmacologico diventa un’altra cosa, imprevedibile.

È il motivo per cui il dosaggio è parte della definizione stessa di un farmaco selettivo: dire “antagonista α2 selettivo” senza specificare il range di concentrazione è un’affermazione incompleta.

Il meccanismo α2 spiega anche l’uso storico nella disfunzione erettile — il blocco α2 favorisce il rilascio di noradrenalina e la trasmissione nitrergica peniena — un impiego oggi completamente abbandonato dopo l’arrivo degli inibitori della PDE5, enormemente più efficaci e sicuri.

Effetti e rischi

Il blocco α2 e la perdita di selettività alle dosi maggiori producono un quadro simpaticomimetico: ipertensione, tachicardia, ansia e attacchi di panico, tremore, insonnia, sudorazione, cefalea. A dosi elevate: aritmie, crisi ipertensive, convulsioni, broncospasmo.

⚠️ Non è un farmaco in commercio in Italia, ma è largamente venduta come integratore in preparati per la “performance sessuale” e per il dimagrimento, spesso online e con contenuto reale di principio attivo non corrispondente all’etichetta. L’EFSA (2013) ha concluso di non poter stabilire una dose sicura per l’uso alimentare. È una fonte concreta di intossicazioni, e va cercata attivamente nell’anamnesi farmacologica di un paziente giovane con ipertensione o palpitazioni inspiegate.

Interazioni pericolose: IMAO e antidepressivi triciclici (crisi ipertensive), simpaticomimetici, stimolanti, e antagonismo verso clonidina e α-metildopa (che sono agonisti α2 — vedi Clonidina e Alfa-metildopa).

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 8969 (struttura, formula, farmacologia); DailyMed SPL (formulazioni storiche di yohimbina cloridrato); EFSA Panel on Food Additives, Scientific Opinion on the evaluation of the safety in use of Yohimbe, EFSA Journal 2013; sbobina 09 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-04.