Autorecettori ed Eterocettori del SNA

In periferia il rilascio dei neurotrasmettitori è regolato da recettori presinaptici. Sia gli α2 sia gli M2 chiudono i canali del calcio: riducendo l’ingresso di calcio, riducono la secrezione di neurotrasmettitore.

Schema di un autorecettore adrenergico. La noradrenalina rilasciata dal terminale pre-sinaptico non raggiunge solo i recettori post-sinaptici (α1, α2, β1-3, in alto a destra), ma torna indietro sugli α2 della propria membrana (freccia grigia). Lì l’accoppiamento Gi/o fa due cose: spegne l’adenilato ciclasi (↓ cAMP) e, tramite le subunità βγ, apre i canali del K⁺ e chiude quelli del Ca²⁺ — meno calcio significa meno vescicole liberate. Il segnale, in pratica, si auto-limita. (Prof. Lutz Hein — Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0 de)

Autorecettori

Recettori espressi sulla stessa cellula che rilascia il neurotrasmettitore, con funzione di feedback negativo:

  • Le fibre ortosimpatiche hanno α2: la noradrenalina rilasciata stimola gli α2 sulla stessa fibra e ne diminuisce l’ulteriore rilascio.
  • Le fibre parasimpatiche hanno M2, con lo stesso effetto auto-limitante.

Eterocettori

Le fibre simpatiche e parasimpatiche “si parlano” perché ciascuna esprime anche il recettore dell’altra: le fibre simpatiche hanno M2, le parasimpatiche hanno α2. Quando il simpatico scarica molto, le catecolamine attivano gli α2 sulle fibre parasimpatiche e ne spengono il rilascio (e viceversa quando prevale il parasimpatico). È un controllo reciproco periferico che fa prevalere nettamente un sistema sull’altro.

Valenza farmacologica

La clonidina, agonista del recettore α2, sfrutta questo meccanismo: stimolando gli α2 minimizza il rilascio di neurotrasmettitore in periferia (oltre all’azione centrale).

La controprova la dà la yohimbina, antagonista α2: togliendo il freno presinaptico aumenta il rilascio di noradrenalina e alza pressione e frequenza — l’effetto esattamente opposto alla clonidina, ottenuto sullo stesso recettore.

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