Rapporto Rischio-Beneficio delle Terapie

Ogni farmaco affianca all’effetto terapeutico desiderato un possibile danno (reazioni avverse) di entità variabile. Il rapporto costo-beneficio — il bilancio tra tossicità attesa e beneficio atteso — è il criterio che governa ogni scelta terapeutica e che il medico deve considerare costantemente.

La soglia di rischio accettabile dipende da categoria del farmaco e serietà della malattia:

  • In una terapia antipertensiva cronica non si tollerano reazioni gravi come una neutropenia con esposizione alle infezioni.
  • In una terapia antitumorale, dove l’alternativa è la morte del paziente, si accetta un carico di tossicità elevato perché il beneficio è inevitabile: il rapporto costo-beneficio comporta un costo alto a fronte di un beneficio vitale.

Cambia anche la percezione del danno da parte del paziente: una sonnolenza da antistaminico per un’allergia è tollerabile, mentre nausea, vomito o diarrea no; le stesse reazioni diventano invece accettabili in terapie più impegnative. In sintesi, ciò che si considera tollerabile e gestibile varia con il contesto clinico.

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